Domenica, 02 Giugno 2019 - 14:22 Comunicato 1330

I corpi intermedi: una marcia in più per lo sviluppo del territorio

Mai come in questo momento il ruolo dei ‘corpi intermedi’ assume una valenza che va oltre a quella meramente economica, e incrocia una finalità sempre più sociale e politica. Ancora molto lontani dall’essere superati da una visione fin troppo schematica ed elementare della dialettica democratica, i corpi intermedi che per antonomasia sono rappresentativi di diritti, interessi e portatori di capacità, intelligenze e spirito innovativo, rappresentano la marcia in più per sostenere il territorio, in un particolare momento di crisi e di senso di confusione. Un dibattito a più voci al Festival dell’Economia sul ruolo dei corpi intermedi e sulla loro evoluzione, condotto dal giornalista Alberto Faustini. Protagonisti il sociologo Nadio Delai, Fausto Manzana presidente di Confindustria Trento e Gianni Bort, presidente di Confcommercio.

“In quanto portatori di specifici interessi e rappresentanti sul territorio, i corpi intermedi hanno un ruolo fondamentale nel processo democratico al pari delle istituzioni”. Ha iniziato così il sociologo Nadio Delai, focalizzandosi sul processo democratico nel quale al piano orizzontale (che rappresenta la società) si contrappone un piano verticale (quello delle istituzioni). "Però, in questo particolare momento storico" – prosegue rivolgendosi ai presenti - "in cui il dibattito, la rappresentanza e la sicurezza sono venute meno, come possono i corpi intermedi adattarsi al cambiamento, reinventarsi e ritornare ad assumere la funzione primaria per i quali sono nati?" 
Fausto Manzana, che è presidente di Confindustria Trento da pochi mesi, ed anche imprenditore, vede la necessità per i corpi intermedi di farsi interpreti di un linguaggio sempre più sterile ed individualista, quasi a fungere da mediatori per riportare il dialogo sul piano del confronto costruttivo.
Differente la visione di Giovanni Bort, dal 1998 presidente di Confcommercio, che percepisce con evidenza il cambiamento avvenuto nell’arco di molti anni, pur senza considerarlo una vera e propria crisi di rappresentanza. Così come nel rapporto con la politica, che si è fatto decisamente più complicato rispetto al passato, ma non per questo inutile. Ripercorrendo la storia, ci sono stati momenti nei quali le prese di posizione erano forti, anche se più nell’aspetto esteriore che non nei fatti.  Oggi, invece, l’epoca in cui viviamo è caratterizzata dall’individualismo spinto: per conquistare il potere ci si impiega relativamente poco ma lo si gestisce con enorme difficoltà. E altrettanto breve, e facile, è il tempo con cui si rischia di perderlo. Motivo per cui i corpi intermedi, enti essenzialmente strutturali alla vita collettiva e non a quella individuale, trovano in questo contesto difficoltà di inserimento. Piuttosto che sminuito, il loro ruolo ne risulta rafforzato di una funzione aggregativa in un mondo che si sta sempre più disgregando. Aderenza al territorio, ascolto degli associati, ed ora anche interpretazione di un sentiment locale che deve innescare fiducia e positività.
E’ avvenuta o no, quindi, la mutazione genetica? Per Manzana sono i servizi ad essere cambiati, non il corpo intermedio in se e per sé: più ascolto, più discussione, più confronto e ricerca di nuove proposte che possano dare una risposta a problematiche comuni e complesse.   Anche da parte di Confcommercio, per voce del presidente Bort, i corpi intermedi devono offrire più servizi e meno politiche: farsi intercettatori delle problematiche in un continuo confronto con la base degli associati, offrire consulenza e assistenza nei momenti più difficili.   Si può quindi fare a meno della mediazione politica? Per Manzana, il nodo focale sul quale riflettere è la riappropriazione del dibattito e dei luoghi di discussione, più che l’estraniarsi dal mondo politico.
“Storia, genesi e mutazione del corpi intermedi, quindi, in un certo senso è cosa ciclica” – spiega infine Nadio Delai  che vede nel corso di tutta la storia economica e politica italiana fasi alterne di 25 anni ciascuna (“una generazione” dice) tra il momento “della piazza” e quello “della torre”, ovvero delle istituzioni. Gli organismi di rappresentanza in presenza di una politica che ha una debole strategia e manca di lunga visione, hanno ancor più il compiuto e il ruolo di accompagnare, sostenere le imprese e lo sviluppo territoriale.
In chiusura il Presidente dei Giovani di Confcommercio Paolo Zanolli, ha sottolineato il ruolo strategico dei corpi intermedi a rappresentare in maniera unitaria la voce di molti, ed avere così un ruolo riconosciuto nel dibattito politico e decisionale.

(sg)


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