Venerdì, 29 Aprile 2016 - 20:07 Comunicato 819

Oggi nel tardo pomeriggio nell'ambito del 64°Trento Film Festival
Governo unitario delle Dolomiti UNESCO: utopia o concreta realtà?

Un governo unitario delle Dolomiti UNESCO è possibile? Se n'è discusso oggi pomeriggio, dopo le 18, in un incontro/confronto al quale hanno partecipato l'assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, Mariagrazia Santoro (assessore Regione FVG), Daniela Lares Filon (presidente provincia BL) e Florian Zerzer (dirigente dip. svilup. territorio, ambiente energia PaB). A stimolare gli Amministratori il giornalista, conduttore radiofonico Rai, Giorgio Zanchini. Marcella Morandini ha illustrato il sistema complesso (da ogni punto di vista) delle Dolomiti soffermandosi sulla strategia complessiva di gestione (SCG) del Bene Naturale, di cui, patrimonio, esperienza, comunità e sistema sono i 4 pilastri. "Un laboratorio complesso e permanente", quello delle Dolomiti UNESCO.

"Tema estremamente importante, quello che discutiamo qui stasera. - ha esordito l'assessore Mauro Gilmozzi - Già dall'istituzione della Fondazine Dolomiti e anche prima ci siamo chiesti, saremo capaci di governare insieme questo Bene Naturale sapendo che siamo diversi? Per cultura, lingua, sistemi gestionali amministrativi? Noi volevamo un modello a rete piuttosto che un modello centralista. Il lavoro che stiamo facendo dà dei risultati straordinari: volevamo che la Fondazione fosse una messa in rete di idee, di confronti, di condivisioni, di progetti per costruire insieme. Volevamo che ci fosse una politica comune, e piano piano ci stiamo riuscendo, promuovendo insieme una governance sovraregionale, multilivello, i risultati ci sono e sono straordinari, stiamo realizzando una visione forte di futuro premessa per qualsiasi concretezza. L'esperienza che stiamo facendo realizza una governance complessa - ha concluso l'assessore Gilmozzi - ci siamo prodigati a costruire concretezza, impegni, anche economici attraverso le singole realtà del territorio, come i Parchi, le strutture geologiche in capo alle Province, per fare due esempi, riuscendo a trovare delle sintesi che stanno funzionando. La Fondazione Dolomiti è un modello di governance multilivello che funziona".

"Una responsabilità quella del lavorare insieme per costruire una governance comune che deve essere portata anche a livello locale perché diventi una prassi normale e non eccezionale", ha - fra l'altro - detto Mariagrazia Santoro assessore all'ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia.

"Il problema della governance è stato quello che abbiamo dovuto affrontare fin da subito e il risultato, fin qui, è più che soddisfacente. Ci rimane da portare questa consapevolezza a livello delle popolazioni", ha sottolineato Danilea Lares Filon, sindaco di Auronzo e presidente della Provincia di Belluno.

"Se abbiamo occasione oggi di parlare delle Dolomiti e perchè in passato in molti ci hanno creduto. All'inizio nella nostra Provincia autonoma lo scetticismo era abbastanza forte, perchè non si sapeva se questo riconoscimento avrebbe dato nuove opportunità, ma lavorare insieme nella Fondazione ci ha dimostrato che collaborare insieme porta buoni frutti", così il dirigente del dipartimento sviluppo del territorio, ambiente e energia della Provincia autonoma di Bolzano Florian Zerzer

Superare i confini regionali per una governance multilivello delle Dolomiti è l'obiettivo per un governo unitario delle Dolomiti. Lo stesso con cui, peraltro, nel maggio 2010 è stata istituita la Fondazione Dolomiti UNESCO. Nel corso del 2015, si è lavorato alla strategia complessiva delle Dolomiti connettendo la visione politica con l'azione, attraverso progetti concreti sintetizzati un piano di gestione unitario. Il governo di questo unico Bene Naturale – condiviso fra le Provincie autonome di Trento e Bolzano, le Provincie di Belluno, Pordenone e Udine, la Regione del Veneto e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – è divenuto esempio di collaborazione efficace tra Amministrazioni diverse. In questo senso è stato determinante il ruolo della politica.

Nel 2009 l’UNESCO ha iscritto le Dolomiti tra i Patrimoni dell’umanità. Le Dolomiti sono un Bene complesso sia dal punto di vista geografico che amministrativo, composto da nove Sistemi ed esteso su 142mila ettari in 5 Province e 3 Regioni. Compito della Fondazione, nata in accordo con l'UNESCO, è garantire una gestione efficace del Bene seriale, favorendone lo sviluppo sostenibile e promuovendo la collaborazione tra gli Enti territoriali che amministrano il proprio territorio secondo diversi ordinamenti. (fs)

Approfondimenti:

Il Bene Dolomiti UNESCO è composto da nove sistemi e si colloca in un ambito geografico che investe ben cinque province, appartenenti a regioni differenti. La Fondazione è una struttura creata ad hoc, per gestire la complessità di questo territorio, che non ha altri esempi nei siti del patrimonio UNESCO, e che si presenta come una modalità inedita di gestione a rete.

La governance delle Dolomiti UNESCO si basa sul principio della “gestione a rete” e si attua per mezzo di Reti funzionali interregionali/interprovinciali, che sviluppano tematiche specifiche del Bene (patrimonio geologico, patrimonio paesaggistico, aree protette, promozione del turismo sostenibile, sviluppo socio-economico, mobilità, formazione e ricerca scientifica). Queste reti, tavoli permanenti di collaborazione trasversale, rappresentano altrettante intese di partenariato, finalizzate a uniformare i livelli di conoscenza, utilizzare le varie esperienze, proporre linee guida di gestione omogenee e coerenti con i livelli di competenza e con le prassi amministrative di ciascun territorio. Ogni attività finalizzata alla conservazione, comunicazione e valorizzazione del viene pertanto sviluppata secondo questo principio a rete che assicura il coinvolgimento e la condivisione della vasta gamma di stakeholder con responsabilità di gestione – diretta e indiretta – sul territorio del Bene.
 
La Strategia Complessiva di Gestione (SCG), un piano di lavoro condiviso.
Il documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione il 21 dicembre 2015 persegue l’obiettivo di una governance condivisa del Patrimonio Mondiale e elabora i temi della gestione del Bene seriale, rispondendo alle raccomandazioni espresse dal Comitato per il Patrimonio Mondiale all’atto dell’iscrizione nella Lista (WHC Decision: 33 COM 8B.6, 26 June 2009) e rispettando le prescrizioni conseguenti alla visita ispettiva IUCN del
effettuata nel 2011(IUCN Reactive monitoring mission Report, 2-8 October 2011).
La Strategia Complessiva, che comprende anche la Strategia per il Turismo, è il risultato di un lungo processo di confronto e discussione che ha visto la Fondazione impegnata nel coordinamento degli studi e delle elaborazioni sviluppate da istituzioni, Reti Funzionali, e stakeholder. I temi chiave della SCG sono stati individuati anche grazie al percorso partecipativo “#Dolomiti2040: quali proposte per il futuro?”, un ciclo di 11 incontri territoriali, tenutisi tra il mese di maggio e giugno 2015, progettati per far incontrare coloro che, per diverse ragioni, sono portatori di interessi rispetto all’iscrizione delle Dolomiti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO Il report sintetizza, analizza ed organizza i principali spunti emersi nel corso degli. La sintesi di quanto emerso dall’intero processo è raccontata in un report, una raccolta di proposte, attentamente valutate ed ordinate secondo un criterio di fattibilità che costituisce il contributo diretto di #Dolomiti2040 alla costruzione della Strategia del Turismo Sostenibile ed alla Strategia Complessiva di Gestione del Bene.
La Strategia poggia su 4 “pilastri”: Patrimonio (conservare gli eccezionali valori universali per un territorio orientato al Patrimonio Mondiale), Esperienza (valorizzare l’esperienza di visita per un turismo sostenibile orientato al Patrimonio Mondiale), Comunità (accrescere la consapevolezza locale per una comunità rivolta al Patrimonio Mondiale), Sistema (coordinare le attività gestionali per una governance rivolta al Patrimonio Mondiale). La visita dell’ispettore IUCN nell’ottobre 2011 aveva evidenziato come fosse necessaria la predisposizione di una strategia turistica specifica, visto che il turismo è l’elemento più rilevante di pressione antropica sul Bene. La Strategia Complessiva di Gestione e la Strategia Turistica (politiche per un utilizzo turistico e ricreativo del ecologicamente sostenibile) hanno una struttura unitaria funzionale alla visione complessiva del Bene ma, al fenomeno turistico, vi è un’espansione espressamente dedicata. “Perché?” (vision, vale a dire lo scenario di lungo periodo, attraverso le parole chiave – patrimonio, esperienza, comunità, sistema -) e “chi?” (mission attraverso: conservazione attiva, ricerca scientifica, turismo, mobilità, conoscenza e formazione, capacity building, territorio, connessioni, gestione dei conflitti) sono le domande a cui risponde la prima parte del documento che definisce anche la cornice della strategia.“Cosa?” (tavola sinottica con la definizione dei temi, delle linee strategiche, dello stato di attuazione e delle priorità), “come?”, “dove?”, e “quando?” (vale a dire le schede di approfondimento per ciascuna delle linee strategiche, con l’evidenziazione delle attività in essere e delle progettualità) sono le domande a cui risponde la seconda parte del documento e costituiscono il programma esecutivo. Una terza parte contiene una serie di studi di riferimento e linee guida, elementi metodologici (modelli) e i principi di gestione adottati (tools) Collaborare (lavorare insieme per ridurre la frammentazione), coordinare (fornire modelli per facilitare le varie attività di gestione), comunicare (offrire una piattaforma comune per mettere in relazione punti di vista, opinioni, esperienze, competenze e saperi diversi) sono le 3C delle Dolomiti: un arcipelago fossile dove ciascuna “isola” rappresenta un aspetto di eccellenza che assume valore universale solo se unito agli altri da un complesso di relazioni di reciprocità a formare una serie unitaria; sono un modello di riferimento mondiale per l’integrazione tra i criteri estetico-paesaggistico e geologico-morfologico, base dell’iscrizione  nella World Heritage List; sono una piattaforma carbonatica, su cui si sono confrontate generazioni di geologi e si sono formate culture nate dall’incontro di popolazioni diverse. La Strategia è un documento non prescrittivo che intende essere il riferimento per la programmazione dell’attività esecutiva della Fondazione Dolomiti UNESCO -e di conseguenza anche delle sue Reti Funzionali -oltre ad essere un documento di indirizzo per la programmazione delle Amministrazioni regionali e provinciali, dei Parchi e degli Enti locali che hanno responsabilità diretta sul territorio del WHS Dolomiti.
Si attende per l’autunno 2016 la prossima Visita dell’ispettore IUCN.

(fs)


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