Venerdì, 31 Maggio 2019 - 21:49 Comunicato 1261

"Globalizzazione e universalismo: i nuovi confini tra destra e sinistra" secondo Colin Crouch

Il sociologo e politologo britannico ha spiegato come le tre grandi ideologie del secolo scorso (liberismo, socialismo e conservatorismo) intendano in modo diverso la globalizzazione. Un processo che ha riaperto i confini tra la destra e la sinistra, schieramenti che si differenziano per delle politiche che si basano, rispettivamente, su esclusione e inclusione.

Globalizzazione, universalismo e rappresentanza. È un Colin Crouch a tutto tondo quello che ha parlato al pubblico presente nell'Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza. L'esperto britannico ha cominciato spiegando le tre ideologie che hanno dominato il secolo scorso: liberismo, socialismo e conservatorismo. Tutte e tre hanno posizione diverse, ambigue e complicate sulla globalizzazione. Il liberismo ha introdotto il concetto di universalismo, volendo abolire le gerarchie e i privilegi, ma introducendo comunque delle esclusioni come ad esempio nel mercato (dove non tutti possono comprare, ma solo chi ha moneta).

Il conservatorismo è una politica che va verso l’esclusione, proteggendo posizioni, diritti e privilegi già acquisiti dai nuovi invasori. È quello che vogliono le destre, ma che ha fatto anche la chiesa dimostrandosi in passato intollerante verso chi aveva idee diverse.

Il socialismo è figlio del liberismo, visto che condivide molti suoi aspetti verso l’inclusione. È una dottrina dell’uguaglianza, che si basa sul welfare e la redistribuzione dei beni, ma il suo universalismo è però limitato. Le sue frontiere, infatti, si fermano spesso allo stato-nazione.

Liberismo, conservatorismo e socialismo non convergono direttamente nei partiti politici, ma si mescolano nelle diverse fazioni. Un rapporto, quello tra le tre ideologie e i partiti tuttora esistenti, che è complicato.

"Le dottrine del liberismo hanno dominato la nostra società per cinquant’anni, e nell’ultimo ventennio abbiamo assistito a contestazioni contro molti tipi di esclusioni come quella etnica, di genere e sessuale - ha affermato Colin Crouch - man mano si è andati infatti verso una generale inclusione socio-culturale. Con questa tendenza è arrivata anche la globalizzazione economica, e abbiamo assistito al trionfo del mercato con il neoliberismo". La crisi del 2008 e i problemi politici di Africa e Medio Oriente hanno però attaccato questo modello liberale, sia in modo economico che socio-culturale, creando un senso di insicurezza e di paura tra la gente.

"L’ambiguità è che il modello economico neoliberale, benché abbia causato la crisi, non sia contestato dai gruppi della destra estrema - prosegue Crouch - la gran parte di queste fazioni sono anti liberali dal punto di vista culturale, ma molto liberali dal punto di vista economico". Il recente voto europeo porta l'esperto a britannico a soffermarsi sui diversi livelli di rappresentanza.

"È importante che la solidarietà tra i popoli non rimanga ad un livello nazionale, perché lo stato-nazione da solo non può combattere le questioni dei nostri giorni come ambiente, clima, tasse, economia e i profughi - conclude Crouch - Non possiamo andare avanti ad affrontare le nuove sfide di questo secolo con gruppi di nazioni che si vedono molto diverse le une dalle altre e che vogliono esprimere la loro sovranità. Bisogna creare una solidarietà che vada oltre, per salvare il nostro futuro".

(ao)


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