Il vicepresidente Spinelli ha quindi evidenziato come oggi le reti sociali familiari siano meno forti rispetto al passato e come una famiglia più sola significhi anche una minore capacità di spesa ed un maggior bisogno di servizi di welfare e supporto pubblico. Da qui la scelta della Provincia di rafforzare gli interventi a sostegno della famiglia, della conciliazione e della natalità già a partire dall’inizio della legislatura. Il vicepresidente ha quindi ricordato le principali misure, a partire dall’introduzione dei nidi gratuiti, attivi dal settembre di quest’anno per i nuclei con Icef inferiore a 0,40 e con tariffa dimezzata per le fasce superiori, “con l’obiettivo di sostenere la conciliazione e favorire l’occupazione femminile”. Sul fronte della natalità, Spinelli ha richiamato anche l’assegno per il terzo figlio, che prevede un contributo decennale di 400 euro mensili per i nuclei con Icef fino a 0,40, oltre a ulteriori sostegni economici legati al rientro lavorativo della madre. Citati inoltre i buoni di servizio, rivolti alle donne lavoratrici, ed EstateLab, la nuova filiera di servizi conciliativi caratterizzata da flessibilità oraria e inclusione.
Miriana Detti, dirigente generale dell’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento ha presentato il "modello Trentino" come strategia per trasformare il "fragile domani" in solidità sociale. Basandosi sul Rapporto Cisf 2025, la dirigente ha spiegato quanto “la Provincia autonoma di Trento considera la famiglia un asset strategico a partire dalla sua stessa legge provinciale 1/2011, che non è un mero testo normativo ma bussola del family mainstreaming. La risposta alla "solitudine strutturale" citata nel Rapporto Cisf - ha proseguito - si concretizza a livello locale nella vasta rete dei Distretti famiglia, composta da oltre 1.200 organizzazioni. I distretti, con il Family Audit e il Family in Trentino, sono reti che impediscono l’isolamento e agiscono a supporto delle famiglie. Guardando al 2026, la Provincia di Trento ha introdotto nuove azioni tra cui l’assegno terzo figlio e la filiera di servizi educativi EstateLab.” Ha concluso dicendo: “siamo impegnati ad integrare le politiche della famiglia con lo sviluppo economico, il lavoro e la ricerca, rendendo il benessere familiare il pilastro trasversale della nostra Provincia.”
E’ intervenuta anche Alice Vettore Carraro, presidente della Consulta provinciale per la famiglia e, a seguire, ha preso il via il panel scientifico con l’intervento del direttore del CISF (Centro Internazionale Studi Famiglia) di Milano, Francesco Belletti, che ha presentato, con Sara Nanetti, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Report annuale Cisf 2025. “Il quadro che emerge è quello di una famiglia sospesa tra grandi fragilità emotive e potenzialità generative. L'indagine, che ha coinvolto 1.600 famiglie, evidenzia una forte frammentazione: “solo il 21,9% del campione è composto da coppie con figli, seguito da nuclei unipersonali (over 60) e da giovani adulti che restano nella famiglia d'origine. Emerge una tendenza alla denatalità: il 58,7% delle famiglie ha un figlio unico”. Nell’intervento è emerso, inoltre, che “il benessere della persona è l'esito dell'interazione della persona con il contesto familiare e il contesto sociale. In sintesi, emergono alcuni aspetti sulle famiglie oggi connotate da: eterogeneità, fragilità economica e psichica, solitudine, vulnerabilità psicologica (che aumenta tra le persone divorziate), mentre la fiducia nelle relazioni familiari costituisce un fattore protettivo”.
Sul tema “dinamiche demografiche e attrattività”, è intervenuta Agnese Vitali, docente di Demografia dell’Università di Trento: “Dal 2011 la natalità in Trentino è calata ed è iniziata la decrescita: “La vera crisi è che circa un terzo delle persone che arrivano alla fine della propria vita riproduttiva – ha detto Vitali - avrebbe voluto avere più figli di quanti ne hanno avuti. Inoltre, i nuclei familiari in Trentino sono sempre meno costituiti da una coppia con figli dipendenti, in età sotto i 20 anni, e sempre più costituiti da persone sole, soprattutto anziane ma anche divorziati/separati e, in misura minore, giovani single. Per apportare un vero cambiamento, è importante adottare politiche più favorevoli all'avere e crescere figli e più favorevoli a vivere una vita felice, quali misure di welfare, pari opportunità, lavoro, casa, riduzione della povertà, conciliazione vita-lavoro (ad es. flessibilità oraria, telelavoro) e attrattività del territorio.”
I ricercatori di FBK-Irvapp, Olga Gorodetskaya e Federico Podestà, hanno presentato una valutazione d’impatto di una politica familiare locale, la certificazione Family in Trentino: “Sebbene questa politica sia stata attuata per migliorare il benessere dei membri delle famiglie, essa può, in via di principio, esercitare effetti indiretti su alcune variabili demografiche, quali il tasso di fecondità e i movimenti di popolazione fra i comuni. L’analisi ha valutato 136 comuni trentini su un arco temporale di 31 anni. La ricerca ha concluso che questa certificazione ha esercitato afflussi di nuovi residenti più elevati nei comuni certificati “Family in Trentino”, che risultano quindi più attrattivi rispetto a quelli non certificati. Al contempo, però, la certificazione non è risultata in grado di influenzarne il tasso di fecondità comunale”.
Hanno chiuso i lavori Elisa Marafon, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, e Walter Viola, dirigente generale dell’Unità di missione strategica Resilienza abitativa, sostenibilità e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento.
INTERVISTE
Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli:
Direttore Cisf, Francesco Belletti:
Ricercatore FBK-Irvapp Federico Podestà:




