Nei suoi interventi l’assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia ha evidenziato come commemorare significhi innanzitutto “ricordare insieme”, coinvolgendo la comunità e andando oltre la ritualità. Ha sottolineato l’importanza delle testimonianze dirette, capaci di rendere la memoria realmente viva e di superare il rischio dell’indifferenza e dell’assuefazione al ricordo. Secondo l'esponente della Giunta provinciale, ascoltare le parole dei superstiti e rievocare le storie degli internati militari permette di cogliere la complessità e l’ampiezza della tragedia, evitando una memoria frammentata o selettiva.
Particolare rilievo è stato dato al valore delle testimonianze dirette, capaci di rendere la memoria realmente viva e di superare il rischio dell’indifferenza e dell’assuefazione al ricordo. In questo senso è stata richiamata con forza la testimonianza di Irina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di sterminio, che con il suo racconto ha restituito tutta la drammaticità e la complessità dell’esperienza vissuta, dimostrando come la parola dei testimoni riesca ancora oggi a parlare alle coscienze e a trasmettere emozioni, responsabilità e consapevolezza.
L’assessore ha inoltre richiamato il valore attuale della storia, che continua a interrogarci anche a distanza di 81 anni, ricordando come le tragedie del passato non appartengano solo ai libri, ma pongano ancora oggi una responsabilità collettiva: non voltarsi dall’altra parte, avere il coraggio di riconoscere e denunciare ciò che non è giusto, senza distinzioni ideologiche e senza pensare che quanto accade lontano non possa riguardarci.
È stato infine ribadito come la Giornata della Memoria non rappresenti soltanto un dovere del ricordo, ma un impegno quotidiano a custodire e trasmettere questa eredità, affinché ciò che è accaduto non sia stato vano e continui a parlare alle coscienze di tutti.




