Sabato, 01 Giugno 2019 - 21:30 Comunicato 1315

Geografia economica dell'Europa sovranista: una mappa dei populismi e delle loro radici

Il populismo è un fenomeno tanto complesso, quanto radicato su schemi sempre uguali, che si ripetono di Stato in Stato. Gianmarco Ottaviano, professore di Economia politica all'Università Bocconi, nel suo libro edito da Laterza, ne racconta i fondamenti. "Dalla perdita del lavoro, alle politiche di austerity, all'immobilismo sociale, queste sono le ragioni che spingono a votare partiti populisti o nazionalisti". A riconfermarlo, nel dialogo con l'autore, anche Colin Crouch: "E' un fenomeno che risponde alle esigenze di chi è stato lasciato indietro".

Partendo dal suo libro "Geografia economica dell'Europa sovranista", Gianmarco Ottaviano, docente della Bocconi ed esperto di economia internazionale, dimostra come esista una geografia, una mappa del populismo. "Parto dalla Brexit, per poi provare ad applicare il modello in tutta l'Europa" - spiega - "ma il mio sguardo non si limita ad osservare ogni Paese nel complesso, bensì scava piu' in profondità, perchè ciò che vale per Milano, non vale per un'area periferica del Sud Italia". Ed è proprio nelle periferie, nelle ex-zone industriali che non hanno saputo trovare nuova vita, che il voto - in un fenomeno che da economico si trasforma in politico - converge verso partiti populisti o nazionalisti. "E' la risposta a una sensazione di intrappolamento, dovuta alle scarse opportunità e al poco movimento sociale" - continua Ottaviano. Una ribellione, una protesta al proprio statico milieu, che si scaraventa automaticamente sull'UE. Perchè? Per la giornalista de La Stampa Marta Dassu' la risposta sta nel fatto che "l'Unione Europea viene vista come un cavallo di troia di quella globalizzazione che, dal canto suo, ha prodotto la disoccupazione e le problematiche che chi vota il populismo sente sue. La sfida dell'Europa sarà allora quella di proteggere, non solo nelle parole di Macron ma anche nei fatti". Per Colin Crouch, professore emerito alla Warwick Business School e membro scientifico esterno del Max-Planck-Institute for Social Research, infine, una forte spinta al populismo e al nazionalismo è data anche dalla nostalgia. "La nostalgia di un società del passato, che è fortemente radicata, ancora una volta, laddove manca multiculturalità, manca tecnologia, manca una visione aperta sul futuro, come dimostra il fenomeno anti-immigrazione, che trova piu' piede dove gli immigrati sono pochi, che non nelle grandi città" - conclude - "un'ulteriore sfida dei prossimi anni, per l'economia, sarà allora quella di aumentare ed espandere l'impatto geografico della nuova industrializzazione".

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(kd)


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