L’obiettivo è arrivare entro i prossimi due anni a una dotazione di 4 elicotteri dedicati all’elisoccorso, con tre mezzi operativi durante il giorno e un quarto destinato alla riserva e alla gestione delle manutenzioni. Il primo passaggio sarà ora la programmazione della gara per l’acquisizione dei nuovi elicotteri. Parallelamente proseguiranno la progettazione delle due nuove basi, le verifiche tecniche e autorizzative necessarie e il lavoro sull’organizzazione del personale e dei rapporti con il Soccorso alpino e speleologico del Trentino.
Oggi il modello operativo è Trento-centrico. Una configurazione che ha consentito negli anni di costruire un sistema integrato ed efficiente, ma che con l’aumento dell’attività ha mostrato alcuni limiti. La presenza di un elicottero diurno a Cavalese, nel 2023, aveva già mostrato la possibilità di migliorare sensibilmente la copertura dell’area orientale del Trentino. Da qui nasce l’ipotesi di due nuove basi operative, una nell’area est e una nell’area ovest del Trentino, che dovranno essere sottoposte all’approvazione di Enac.
Dal 2016 al 2025 i soccorsi gestiti da Trentino Emergenza sono cresciuti del 44%, passando da circa 2.100 a 2.750 unità. Particolarmente significativa è anche l’aumento dell’attività notturna dell’elisoccorso, passata dalle 262 missioni del 2014 alle 611 del 2025, con un incremento del 133%.
L’attuale flotta dedicata all’elisoccorso è composta da un Leonardo AW139 e da due Airbus Helicopters BK117D3. A questi si aggiungono due Airbus Helicopters AS350B3e Ecureuil destinati ai servizi tecnici urgenti del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, alle attività di Protezione civile e al lavoro aereo. Dal 2013 il servizio opera 24 ore al giorno: l’elisoccorso notturno ha registrato negli anni una crescita costante, favorita anche dall’impiego dei visori notturni ed oggi rappresenta circa il 20% dell’attività complessiva del Nucleo.
Inoltre, l’ampliamento della flotta consentirà di affrontare in nodo della manutenzione programmata. Il quarto elicottero permetterà quindi di evitare che l’indisponibilità temporanea di più aeromobili possa ridurre potenzialmente la capacità operativa del sistema di soccorso.




