Venerdì, 11 Ottobre 2019 - 16:11 Comunicato 2475

Due eccellenze mondiali dell’arrampicata protagoniste in Piazza Santa Maria

Il 28enne austriaco Jakob Schubert e il 22enne modenese Ludovico Fossati hanno intrattenuto la numerosa platea presente nell'appuntamento del Festival dello Sport parlando di loro stessi a 360 gradi. Il primo ha vinto la coppa la Coppa del mondo di arrampicata 2011 nella lead vincendo poi sette tappe consecutive, superando il precedente record di sei vittorie consecutive di Alexandre Chabot nella stagione 2002. Dopo la Coppa del mondo 2001 ha conquistato anche a medaglia d'oro al Campionato del mondo di arrampicata 2012 a Parigi. L’atleta italiano lo scorso 17 agosto si è laureato Campione del mondo speed ad Hachioji, Giappone.

Entrambi saranno protagonisti alle prossime Olimpiadi in programma a Tokyo tra meno di un anno. “Finalmente l’arrampicata è entrata a far parte delle discipline olimpiche – ha commentato Schubert -. Sin da bambino ho sempre seguito i Giochi ma portavo dentro di me il rammarico di non poter prenderci parte. Ovviamente la gioia è tanta anche se per un profilo come il mio abituato soprattutto alla falesia l’impegno in Giappone richiederà tanti allenamenti specifici”. Già perché l’arrampicata sarà presente con una solo disciplina, la speed, mentre nel 2024 saranno tre le medaglie in palio. “E’ diverso dalla mia specialità, dovrò studiare anche regolamenti nuovi ma di certo non sono spaventato – ha continuato il ragazzo austriaco -. Lasciatemi dire che sono molto contento di essere qui a Trento, d’altra parte considero Arco una sorta di mia seconda casa e proprio domani sarà in riva al Lago di Garda per arrampicare. Si tratta di un posto splendido che tutto il mondo vi invidia”. Proprio ad Arco ad agosto Schubert ha avuto la meglio in un “duel” sul super campione Adam Ondra: “E’ stata un sensazione unica, lui è il migliore e batterlo non ha prezzo, quella sfida mi ha dato indubbiamente grandi stimoli”. Fossalil’arrampicata ce l’ha proprio nel dna: “I miei mi hanno sempre raccontato che sin da piccolino cercavo di salire su tutto. Così a cinque anni mi hanno portato in palestra e, di fatto, non ho più smesso. I miei amici e compagni di scuola giocavano a calcio o praticavano atletica ma io sono sempre stato fortemente attratto da tutto ciò che è verticale. Sono più abituato ad allenarmi indoor rispetto a Jakob e Adam, anche se non disdegno la falesia. Le Olimpiadi rappresentano, da sempre, il mio obiettivo principale e quindi mi preparerò duramente per arrivare al meglio a Tokyo, certo sarà durissima perché in palio troveremo una sola medaglia però il 2024 non è mica poi così lontano…”

(sf)


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