Giovedì, 25 Maggio 2023 - 17:32 Comunicato 1523

Diritto e tecnologia tra limiti ed opportunità

“Un tempo l’uomo usava il mezzo per soddisfare i bisogni, pensiamo al fuoco. Ora siamo di fronte ad una situazione capovolta: la tecnica usa l’uomo come mezzo per farne un suo funzionario”. Dario Deotto, commercialista e giornalista pubblicista è intervenuto oggi a Palazzo Trentini per parlare di “IA, metaverso e cryptoasset: tra opportunità e diritto” in dialogo con il direttore de Il Nuovo Trentino Paolo Mantovan.
FESTIVAL DELL'ECONOMIA IA, Metaverso e cryptoasset: tra opportunità e diritto Nella foto: Dario DEODDO, Paolo MANTOVAN e pubblico di schiena Data 25 maggio 2023 Luogo: PALAZZO TRENTINI, Sala Aurora [ Domenico Salmaso - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Tecnologia sempre più avanzata, mondo virtuale in cui le persone possono muoversi, interagire, lavorare attraverso avatar personalizzati. Ciò che fino a qualche decennio fa era fantascienza, oggi è un fenomeno in espansione, capace di ridisegnare le dinamiche socio-economiche con ricadute su molti aspetti della nostra quotidianità: gaming, socialità, finanza, formazione, marketing, sanità. Un mondo virtuale che da un lato affascina, dall’altro crea timore. “IT, crypto, metaverso ci sono già, molte volte si demonizzano, è molto più facile fare questo anziché cercare di capire – spiega Deotto, ricordando che l’Italia è ancora un passo indietro – Il mondo dell’Intelligenza Artificiale andrà a sostituire l’uomo in gran parte di quelle che sono attività ripetitive, la tecnica farà molte cose e le nuove generazioni avranno una grande responsabilità. I giovani vanno ascoltati”.

Ed il diritto come si pone? Può fare pulizia su vari aspetti? “Il diritto è messo in crisi dalla tecnica, che è sempre un passo avanti. Ha sempre inseguito la tecnica, è come il rapporto tra doping e antidoping” la risposta. Deotto mette in chiaro le cose: le leggi hanno bisogno di un territorio mentre questi sono fenomeni “atopici”, “a-territoriali”. “Qualcuno parla di crisi del diritto perché non potrà essere una legge italiana o europea a regolare il metaverso, va fatto a livello mondiale, con regole uguali per tutti- prosegue, e conclude – Non ci sono confini, andiamo verso un mondo in costruzione e non credo si torni indietro”.

(M.C.)


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