La nuova disciplina prevede un innalzamento dell’importo massimo del contributo che passa da 4.000 a 7.000 euro all’anno, la semplificazione dell’iter procedurale per essere ammessi al contributo, l’aumento della tipologia di spese ammesse, tra cui anche quelle relative alla formazione per tutti coloro che si impegnano per la tutela dei consumatori.
Col provvedimento si vogliono dunque promuovere le attività di associazioni senza scopo di lucro, che hanno trovato un riconoscimento anche con la Riforma del Terzo settore ed il Registro Unico nazionale del Terzo settore, all’interno del quale vi sono numerose associazioni che si occupano di tutela dei diritti.
Telefonia, forniture energetiche, turismo, servizi bancari ed assicurativi, salute: sono numerosi oggi gli ambiti in cui operano le associazioni che tutelano consumatori ed utenti.
Senza dimenticare come si è trasformato, grazie allo sviluppo della tecnologia, il nostro modo di fruire di servizi e di accedere alle informazioni, di lavorare, di fare acquisti e di effettuare pagamenti; un’evoluzione che ha portato nuove opportunità ma che comporta anche la presenza di nuove minacce in termini di privacy, sicurezza informatica, responsabilità.




