L’AFA consiste in programmi di esercizi fisici di gruppo non sanitari, ma specificamente calibrati sulle condizioni funzionali di persone con patologie croniche clinicamente controllate e stabilizzate o con disabilità fisiche. I corsi si svolgeranno in strutture extra-sanitarie sotto la supervisione di professionisti qualificati, con l'obiettivo di migliorare il benessere psico-fisico, favorire la socializzazione e ri-condizionare l'organismo, specialmente al termine di un ciclo riabilitativo.
Il provvedimento recepisce le più recenti linee di indirizzo del Ministero della Salute – comprese quelle del 2024 focalizzate sulle patologie muscolo-scheletriche – che identificano l'attività fisica come un vero e proprio "strumento terapeutico".
L'atto dà formale mandato all'Asuit di avviare il progetto AFA sul territorio. Per farlo in modo capillare ed efficiente, l'Azienda sfrutterà i canali di collaborazione strategica definiti a fine 2025 con l'Università degli Studi di Trento e gli enti del sistema provinciale della ricerca e dell'innovazione. Un ruolo di primo piano nell'orientamento e nell'accesso dei cittadini a questi percorsi sarà svolto anche dalle tecnologie digitali.
Nello specifico, gli indirizzi operativi appena tracciati si focalizzano su:
- Identificazione dei requisiti: definizione chiara degli elementi che caratterizzano l'AFA rispetto alla normale attività motoria o alla riabilitazione sanitaria.
- Target e programmi: individuazione rigorosa delle categorie di destinatari (come persone con problemi muscolo-scheletrici o stabilizzate) e dei relativi programmi di esercizio fisico idonei.
- Mappatura della rete: identificazione di tutti gli attori del sistema provinciale – dai medici di medicina generale agli specialisti, fino alle strutture idonee sul territorio – per garantire un percorso fluido e sicuro.




