Venerdì, 12 Ottobre 2018 - 17:58 Comunicato 2432

Adam Ondra, il signore degli appigli

In alpinismo e in arrampicata non c’è una sfida diretta con un avversario e il termine “record” sembra non appartenere a questi mondi. Ma c’è comunque un parametro per “misurare” una prestazione in parete. È il grado di difficoltà di una via di roccia e Adam Ondra, il più forte arrampicatore del momento, ha fissato un nuovo limite mai raggiunto prima scalando una parete strapiombante che si affaccia su un fiordo norvegese nel novembre del 2017 e che nessuno ha finora ripetuto. 9c è questo nuovo limite superato da Ondra sulla via che ha chiamato “Silence”. Al Festival dello Sport, ai piedi della parete di arrampicata innalzata in Piazza Santa Maria Maggiore, davanti ad un numeroso pubblico Ondra ha raccontato questo incredibile progetto che gli ha richiesto due anni di tentativi dialogando con il giornalista della Gazzetta dello Sport Simone Battaggia.

“Ma questo 9c lo percepisci come un record?” - ha chiesto l’intervistatore aprendo l’incontro con il giovane arrampicatore. “Non lo ho pensato a questo 9c come un record, ha risposto Adam Ondra, sono rimasto soddisfattissimo di questa via che avevo in mente da due anni. Ho fatto sette viaggi in Norvegia, un allenamento super specifico, ho trascorso 14 settimane in Norvegia provando la via e molte di più allenandomi per questa via. Chiamarlo record o no non ha importanza“.
Quando Adam è entrato nel 2012 per la prima volta nella grotta di Flatanger dove sale la via “Silence” è stato come per un bambino entrare in un negozio di giocattoli.
“La prima volta che l’ho vista ha raccontato Ondra, era incredibile, c’erano pochissime vie, e tutta la parete era per me. Potevo decidere liberamente dove volevo chiodare, scalare e tutto sembrava fantastico, come fosse stato già creato per essere arrampicato. Si poteva vedere che c’erano prese e che teoricamente era possibile salire. Intuivo che sarebbe stato duro e alla fine è stato duro. L’ho chiodata, ma allora ho capito che non avrei potuto salirla. Sono tornato tre anni dopo con l’idea di provare almeno a salirla.”
Ondra ho rivelato al pubblico che su quella parete è anche possibile incontrare difficoltà superiori, anche di 10a. “In teoria li c’è anche il 10a, ma è come dire che è possibile correre i 100 m in 2 secondi e 2”. Poi ci vuole qualcuno che lo fa per davvero”.
Ondra ha quindi spiegato il perché del nome dato a questa nuova via che in origine aveva un altro nome. “Quando faccio una via molto dura normalmente io grido dalla gioia, è una gioia incontenibile che mi prende, perché ci sono tante emozioni trattenute. Ma quella volta arrivando in sosta l’emozione era troppo forte per gridare. Non potevo dire niente. Ho capito che cosa era successo ma sono rimasto in silenzio, un minuto di silenzio. E mi sono anche commosso”. Ondra ha quindi spiegato l’allenamento specifico fatto per superare questa via e in particolare per poter permettere al ginocchio di incastrarsi e permettergli di rilassare e far riposare le mani e le braccia in posizione completamente capovolta proprio a metà della via. Grazie a questo allenamento ha potuto rimanere in questa posizione per quasi tre minuti. “Silence” dopo un anno dall’apertura non è stata ancora ripetuta da altri arrampicatori. “Forse fa un po’ di paura, ha spiegato Ondra, perché quando vedono il video e la complessità dei movimenti si spaventano. Io l’ho scelta proprio per questi movimenti incredibili e l’ho valutata 9c perché mi ha richiesto più tempo di qualunque 9b+ salito”.
Parlando dei suoi progetti futuri ha poi spiegato che è sempre alla ricerca di nuove pareti simili a quelle di Flotanger dove realizzare nuovi progetti. “Sto facendo diversi  viaggi in Bosnia, Macedonia, in Albania dove forse non ci sono neppure scalatori. Per me il vaggio è una parte dell'arrampicata. Ho progetti per i prossimi vent’anni, ma continuo a cercare nuove possibilità”.

(rt)


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