Domenica, 04 Giugno 2017 - 13:35 Comunicato 1508

Accesso all’innovazione farmaceutica, una sfida contro le disuguaglianze

Nel confronto tra Luca Arnaudo, Judit Rius Sanjuan e Michele Uda, moderati da Luigi Ripamonti, si è parlato di disuguaglianze nel termine molto specifico di accesso all’innovazione farmaceutica. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rivoluzione straordinaria della medicina, basata sull’ingresso nel mercato di molecole che fanno la differenza. Innovazioni notevoli ed efficaci, ma che riguardano essenzialmente le malattie croniche, ovvero le malattie che colpiscono chi può pagare i farmaci. Una enorme fetta di malati nel mondo, del terzo mondo, non ne hanno beneficiato. Come afferma Medici Senza Frontiere, oggi, finalmente, molte organizzazioni si stanno rendendo conto che il sistema attuale non risponde alle necessità dei poveri ma anche di una fetta di Europei, si pensi ad esempio, su Epatatice C, sul cancro, sulla mancanza di antibiotici. Serve una risposta globale. Dal punto di vista dell’industria farmaceutica c’è molto di etico e pro concorrenza. Ma ci sono anche delle forti contraddizioni che vanno studiate e risolte.

Nel confronto moderato da Ripamonti, giornalista del Correre della Sera, si è parlato dunque di innovazione e accesso ai farmaci, e delle inevitabili disuguaglianze e asimmetrie.
Judit Rius Sanjuan esperta di Medici Senza Frontiere, ha analizzato questo problema raccontando che la sua organizzazione da molto tempo è impegnata sul tema, ricordando come nel 1988 con l’Aids ci si fosse interrogati con estrema urgenza sul perché solamente chi aveva un alto reddito potesse disporre delle medicine per guarire. Il problema della disuguaglianza, l’esistenza di farmaci efficaci ma non per tutti coloro che hanno bisogno, era inaccettabile. Risultava disumano che la gente morisse per l’alto costo dei farmaci. Così lo studio di Medici Senza Frontiere si concentrò sul come poter abbassare i prezzi di questi farmaci che in realtà non stava nella produzione, ma nella mancata concorrenza. L’azione di Medici Senza Frontiere portò all’abbassamento del 90% del costo dei farmaci contro l’HIV inserendo il prezzo sul mercato, salvando in questo modo moltissime vite. Secondo l’Onu, oggi sono 17 milioni le persone che vengono trattate con farmaci contro l’HIV, grazie alla concorrenza. "La nostra attività - ha spiegato Judit Rius - si concentra nelle aree più neglette del mondo. Cerchiamo di prevenire la tubercolosi, la realtà dalle volte è impossibile, non ci sono vaccini, medicine, serve un sistema di innovazione ma quello attuale non lo incentiva. Oggi, finalmente, molte organizzazioni si stanno rendendo conto che il sistema attuale non risponde alle necessità dei poveri ma anche degli Europei, si pensi ad esempio, su epatite C, sul cancro, sulla mancanza di antibiotici: serve una risposta globale. Come Medici Senza Frontiere lavoriamo per una innovazione accessibile".
Michel Uda, direttore generale AssoGenerici, ha parlato di come nella produzione di un farmaco ci sia un processo virtuoso, che parte dalla ricerca e arriva allo sviluppo: “Come AssoGenerici, siamo impegnati in un programma di incentivi condiviso della tutela delle scoperte, convinti che la ricerca e lo sviluppo vadano tutelati in maniera trasparente e sostenibile. Da un punto di vista dell’industria farmaceutica, vi assicuro, c’è molto di etico e pro concorrenza. Ma ci sono anche delle forti contraddizioni che vanno studiate e risolte. La nostra industria apporta competizione, ma deve essere sostenibile. Qui va trovato l’equilibrio per avere una concorrenza sana".
Luca Arnaudo, funzionario presso la direzione istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, è intervenuto sulle dinamiche dell’industria farmaceutica, sulla questione della tutela brevettuale e degli aspetti circostanti. Come gestire le emergenze attraverso la concorrenza? Negli ultimi 50 anni l’industria farmaceutica ha mutato la sua natura, grazie a invenzioni straordinarie. Se i prezzi sono sempre più elevati, l’accesso ai farmaci è sempre più ristretto. Questo è un problema globale. La concorrenza viene vista dall’Antitrust, particolarmente impegnata in tal senso, in una fase patologica. Gli interventi sono ovviamente concentrati quando il prezzo del farmaco va fuori controllo, ma l’intento è quello di agire anche preventivamente. Arnaudo ha poi chiarito, l’importanza della differenza tra gli aspetti di concorrenza e aspetti di regolarizzazione: "Bisogna partire da un dato: oggi la ricerca di un farmaco non viene realizzata dall’industria farmaceutica e finanziata dal pubblico, come è stato per molti anni, ma da piccolissime società che quando scoprono 'la gallina dalle uova d’oro' ne finanziano e investono lo sviluppo. I costi di ricerca non sono sempre molto elevati, oggi costa molto meno, il costo vero è nello sviluppo, cioè portare il prodotto ritenuto interessante sul mercato. L’obiettivo quindi è quello di rendere la ricerca sempre più sostenibile." 

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(ds)


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