Dalla possibilità di sviluppare un’intelligenza artificiale al servizio delle persone al potere delle piattaforme digitali, dalla competizione tecnologica tra Cina e Occidente alle implicazioni etiche dei sistemi artificiali, il Festival affronta le trasformazioni in corso con ricercatori, giornalisti ed esperti. Tra gli ospiti Fosca Giannotti, professoressa di intelligenza artificiale alla Scuola Normale Superiore di Pisa, che lavora allo sviluppo di sistemi di IA centrati sulle persone; Simone Pieranni, giornalista e autore di podcast, esperto di Cina e delle strategie con cui il Paese si muove nella competizione tecnologica globale; Teresa Numerico, filosofa della scienza all’Università Roma Tre, che si occupa dei limiti dei modelli linguistici e della diversità delle intelligenze umane; Viola Schiaffonati, docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Milano, che approfondisce le implicazioni etiche e politiche dell’intelligenza artificiale; e Fabio “Kenobit” Bortolotti, musicista 8-bit e attivista digitale, che analizza il potere dei social e le possibili alternative.
Accanto agli incontri, il Festival propone anche il confronto tra giornalismo e intelligenza artificiale a partire da quindici anni di reportage sul conflitto israelo-palestinese, con la presentazione in anteprima mondiale del film Gal realizzato con l’IA; una performance di danza e nuove tecnologie con un cane robot in scena; e un dibattito sull’impatto ambientale dei data center, tra consumi di energia e acqua. Un programma che mette in relazione ricerca, informazione e arti per interrogare non soltanto ciò che le macchine possono fare, ma le scelte umane che ne determinano lo sviluppo e le conseguenze.
I laboratori.
Il Festival dedica una parte importante delle attività alle scuole, con laboratori che permettono di sperimentare direttamente le applicazioni del digitale. Gli studenti possono programmare rover per esplorare ambienti sconosciuti, lavorare sulla generazione di immagini e musica attraverso l’IA, imparare a riconoscere fake news e deepfake, sviluppare prototipi interattivi e avvicinarsi alla fabbricazione digitale. Le attività sono distribuite tra il Museo di Scienze e Archeologia, Iprase e Palazzo Alberti Poja. Venerdì 6 e sabato 7 novembre Iprase ospita inoltre Sensoltre, mostra di sei storie tattili realizzate da Giovanni Pedote, in arte Giope, artista scomparso pochi mesi fa. Le opere — No digital divide, Maledetti piedi freddi, Voglia di respirare, Condivisione, Eterno divenire e Accogliamo — sono sviluppate attraverso il linguaggio della pittoscultura e invitano a conoscere e interpretare il mondo attraverso il tatto e l’ascolto. Il progetto, che accompagna Informatici Senza Frontiere dal 2013, unisce ricerca artistica e accessibilità, superando le barriere sensoriali attraverso opere esplorabili e ascoltabili.
Tutti gli eventi sono gratuiti, la prenotazione è consigliata e per i laboratori è obbligatoria secondo le modalità indicate nel programma. Maggiori informazioni e programma completo al sito www.festival.informaticisenzafrontiere.org




