L’appuntamento si inserisce nell’ambito di «Viva!», la settimana dedicata alla sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare, che si svolge dal 12 al 18 ottobre in tutta Italia e richiama l’attenzione sull’importanza di saper intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco. La giornata del 16 ottobre coincide anche con il World Restart a Heart Day, la ricorrenza internazionale dedicata alla diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare.
L’arresto cardiaco rappresenta una delle principali cause di morte nel mondo. In Italia si registrano circa 60mila casi ogni anno, con un tasso di sopravvivenza compreso tra il 5 e il 10%. L’arresto cardiaco è un’emergenza tempo-dipendente: intervenire subito, chiamare il 112 e iniziare le compressioni toraciche, quando indicate, può aumentare significativamente le possibilità di sopravvivenza. Anche l’utilizzo tempestivo di un defibrillatore automatico esterno (DAE) può fare la differenza. Per questo è fondamentale diffondere la conoscenza delle manovre salvavita tra tutte le fasce della popolazione, superando l’idea che il primo soccorso sia una competenza riservata esclusivamente ai professionisti sanitari.
La scuola è quindi un luogo privilegiato per costruire questa consapevolezza fin da piccoli. Imparare a riconoscere una situazione di pericolo, sapere a chi chiedere aiuto e conoscere i gesti essenziali del primo soccorso sono competenze che hanno un valore sanitario, educativo e civico. Attraverso un’esperienza condivisa e adatta alla loro età, gli alunni diventano così portatori di conoscenze che possono raggiungere anche le famiglie e contribuire a rendere la comunità più preparata ad affrontare le emergenze.
Asuit e Trentino Emergenza sono impegnate da anni nella promozione della cultura del primo soccorso attraverso attività formative rivolte ai più giovani. I percorsi formativi nelle scuole secondarie di secondo grado e negli istituti professionali, che hanno raggiunto oltre il 95% degli istituti trentini, permettono di avvicinare i giovani alle tecniche di primo intervento. Negli ultimi anni sono stati avviati anche dei progetti pilota nelle scuole secondarie di primo grado; nuove iniziative come il «mass training», giunto ormai alla terza edizione, ampliano ulteriormente l’offerta formativa di Asuit, coinvolgendo anche la fascia della scuola primaria.
«Formare le future generazioni alle manovre salvavita, dal massaggio cardiaco all’uso del defibrillatore, è fondamentale. Ogni anno in Europa si registrano circa 600mila arresti cardiaci extraospedalieri, di cui 60mila in Italia, ma solo nel 58% dei casi chi assiste interviene», sottolinea Alberto Cucino, anestesista rianimatore di Asuit e membro del comitato scientifico dell’Italian Resuscitation Council (IRC). «Diffondere la cultura del primo soccorso a partire dalle scuole può fare la differenza: nei Paesi in cui oltre il 30% della popolazione è formata, il tasso di sopravvivenza arriva a triplicarsi».




