Lunedì, 25 Maggio 2026 - 15:07 Comunicato 1570

Sono 10 le strutture inaugurate delle 14 previste in tutto il Trentino
Inaugurata la Casa della Comunità di Trento nord

Si completa la rete delle Case della Comunità del Distretto nord dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. Con l’inaugurazione della Casa della Comunità di Trento nord anche nel capoluogo si rafforza un modello di assistenza integrata sempre più vicino alla persona, alla famiglia e alla comunità. Si compie dunque un ulteriore passo nello sviluppo dei nuovi modelli di integrazione sociosanitaria, in linea con quanto previsto dal DM 77. Con la presentazione di oggi sono dieci le Case della Comunità inaugurate, delle 14 previste in tutto Trentino. La Casa della Comunità di Trento nord si trova in via Unterveger 52 e nasce dalla completa ristrutturazione di un edificio acquisito dall’Azienda sanitaria. La nuova struttura è stata ufficialmente presentata oggi alla popolazione dall’assessore provinciale alla salute e politiche sociali Mario Tonina, dal dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento Andrea Ziglio, dal direttore generale di Asuit Antonio Ferro con la direttrice sanitaria Denise Signorelli e la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani e dall’assessora alle politiche sociali del Comune di Trento Giulia Casonato. Hanno partecipato all’evento anche la direttrice per l’integrazione socio sanitaria Elena Bravi, la direttrice amministrativa Rosa Magnoni, il direttore del distretto est Enrico Nava, la consigliera provinciale Stefania Segnana, il presidente della Comunità della Valle dei Laghi Luca Sommadossi, il sindaco di Madruzzo Alessio Anselmo e i rappresentanti della medicina generale con Nicola Paoli.
Taglio del nastro per la Casa della Comunità di Trento nord [ Ufficio comunicazione Asuit]

La Casa della Comunità di Trento nord  serve circa 75mila abitanti dei Comuni di Cavedine, Madruzzo, Vallelaghi, e della parte nord del Comune di Trento (circoscrizioni Argentario, Bondone, Centro storico-Piedicastello, Gardolo, Meano, Povo, Sardagna e Villazzano) all’interno del sistema integrato delle Case della Comunità di Trento nord e Trento sud. La nuova struttura si sviluppa su una superficie di circa 2.650 metri quadrati distribuiti su due piani. L’intervento complessivo, finanziato con fondi PNRR e della Provincia per un importo di 8,6 milioni di euro, rappresenta un importante investimento nella sanità territoriale e nell’innovazione sostenibile.

A dare i dettagli tecnici dell’intervento realizzato è stata la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani: «La realizzazione della Casa della Comunità di Trento ha rappresentato un intervento complesso, pensato per trasformare un edificio esistente in una struttura moderna, accessibile e sostenibile, capace di rispondere ai nuovi bisogni della sanità territoriale. I lavori, durati poco meno di un anno e mezzo, hanno interessato una superficie di oltre 2.600 metri quadrati e hanno previsto la completa ristrutturazione dell’immobile, con un importante adeguamento antisismico attraverso nuove strutture portanti e sistemi di consolidamento dedicati. Grande attenzione è stata riservata anche all’efficientamento energetico, con la realizzazione di un impianto fotovoltaico e nuove soluzioni impiantistiche, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità. Un risultato reso possibile grazie al lavoro integrato del Dipartimento tecnico, dei progettisti e di tutte le professionalità coinvolte, che hanno collaborato per consegnare al territorio uno spazio funzionale, accogliente e pensato per i cittadini e per gli operatori».

All’interno della Casa della Comunità troveranno spazio tutte le funzioni tipiche del nuovo modello di assistenza territoriale: il Punto unico di accesso rappresenta la porta unitaria ai servizi sanitari e sociali, garantendo accoglienza, orientamento e attivazione della presa in carico integrata. Alla Casa della Comunità di Trento nord faranno riferimento medici di medicina generale organizzati in quattro Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) che alternano la loro attività tra la Casa della Comunità e gli ambulatori di prossimità secondo specifiche progettualità in via di definizione. Per la specialistica ambulatoriale saranno inizialmente presenti medicina dello sport, dermatologia e chirurgia vascolare. Saranno attivi percorsi di teleconsulto a supporto dei medici di famiglia; all’interno della struttura opereranno gli infermieri delle Cure primarie e della specialistica ambulatoriale già attivi nella struttura di Trento Sud, impegnati tra assistenza domiciliare, punto prelievi e ambulatori specialistici. Un ruolo centrale sarà svolto dall’Infermiere di famiglia e comunità nella gestione dei pazienti cronici. Oltre al punto prelievi e alla diagnostica di base ci saranno anche spazi per il consultorio e la neuropsichiatria infantile. Elemento qualificante del progetto è l’integrazione strutturata con i Servizi sociali, già coinvolti nei percorsi di presa in carico integrata, oltre che nelle attività di Spazio Argento dedicate alla popolazione anziana.

«Oggi – ha evidenziato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – inauguriamo la seconda Casa della Comunità di Trento, una struttura strategica per il territorio e per la popolazione che serve. È il risultato di un importante percorso di riorganizzazione della medicina di famiglia, basato sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali e su un lavoro sempre più integrato, anche attraverso la condivisione dei dati clinici. La Casa della Comunità riunisce medici di medicina generale, specialisti e altri professionisti per offrire ai cittadini una risposta di prossimità, a partire da un accesso unico, il Pua, in grado di orientare i bisogni in stretta connessione con i servizi sociali. In un contesto segnato da denatalità e invecchiamento della popolazione, la sanità è chiamata a gestire l’aumento delle cronicità: strumenti come la telemedicina e il confronto strutturato tra medici e specialisti consentono una presa in carico più coordinata delle comorbidità. Il modello trentino non intende sostituire gli ambulatori periferici, che restano fondamentali soprattutto per le persone più fragili, ma creare un punto di integrazione e riferimento per tutta la rete territoriale».

È stata come sempre la direttrice sanitaria di Asuit Denise Signorelli a ripercorrere le fasi che hanno portato all’inaugurazione e a tracciare le prossime tappe, un percorso partecipativo che vede nel PNRR e nel DM/77 il quadro normativo di riferimento in termini di stanziamento di risorse e linee organizzative: «Al di là delle strutture, alcune ristrutturate e altre realizzate ex novo come questa, ciò che cambia davvero è il modello organizzativo e, soprattutto, il “modello trentino” di sanità territoriale, che restituisce la centralità al territorio. L’obiettivo non è concentrare i servizi in pochi poli, ma valorizzare e integrare la rete già esistente, offrendo al cittadino un reale valore aggiunto. Dobbiamo puntare quindi ad un ecosistema di responsabilità condivise. Qui opereranno i medici di medicina generale, i professionisti più vicini ai cittadini, che saranno connessi in Aggregazioni funzionali territoriali. Per supportare questo cambiamento abbiamo lavorato molto sull’integrazione delle cartelle cliniche e sul potenziamento del ruolo unico. L’accessibilità ai servizi sarà mediata dal numero 116 117, un sistema già funzionante grazie al lavoro continuo degli operatori "dietro le quinte", fondamentale per orientare la domanda e qualificare la relazione con l’utente».

A portare il saluto del Comune di Trento e a dare voce alle comunità locali è stata l’assessora comunale alle politiche sociali Giulia Casonato: «Per il nostro Comune, così come per i comuni limitrofi, è importante essere presenti oggi, perché la Casa della Comunità rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di integrazione socio sanitaria, nel quale il ruolo dei servizi sociali comunali è centrale. Questa Casa della Comunità rappresenta una soluzione vincente, capace di superare i confini amministrativi: raccogliamo oggi i frutti di una visione lungimirante. Dobbiamo continuare a costruire una sanità sempre più prossima alle persone e come Pubblica Amministrazione dobbiamo operare in forma integrata, valorizzando le competenze territoriali per affrontare un tema complesso come quello del sociale, che va ben oltre la sola erogazione di cure».

«La Casa della Comunità – ha sottolineato il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia Andrea Ziglio – rappresenta un nuovo modello organizzativo necessario per rispondere ai cambiamenti della società, con persone che vivono più a lungo e spesso convivono con più patologie. La sfida è quella della prevenzione, della presa in carico delle cronicità e dell'integrazione socio-sanitaria, attraverso un sistema integrato e coordinato. I medici di medicina generale devono essere supportati: servono équipe multiprofessionali e una forte integrazione tra sanità e sociale, coinvolgendo servizi sanitari, Comuni e comunità di valle. La Casa della Comunità è il luogo in cui questo dialogo può diventare concreto. Al centro restano i professionisti – medici, infermieri e operatori – che, se messi nelle condizioni di lavorare bene, possono dare piena attuazione a una sanità territoriale più forte, capace di prevenire e accompagnare le persone nel tempo».

È intervenuta anche l’ex assessore alla salute Stefania Segnana, oggi consigliere provinciale: «Il traguardo che festeggiamo oggi è il risultato di un percorso complesso. Il lavoro che ci ha portato fin qui non è stato facile, ma lo abbiamo portato avanti con grande determinazione all’interno della cornice e delle opportunità offerte dal PNRR. Fin dalle prime fasi progettuali, ci ha guidato la ferma volontà di garantire un presidio socio-sanitario forte e radicato in quest'area specifica della città. Vedere oggi la struttura pronta e operativa ci conferma che quella di realizzare qui la Casa della Comunità è stata la scelta giusta: rappresenta una straordinaria opportunità per tutto il quartiere e i suoi residenti».

«La Casa della Comunità di Trento nord – ha dichiarato l’assessore alla salute Mario Tonina – vuole essere un luogo di prossimità dove la salute significa cura, prevenzione e presa in carico delle persone, soprattutto delle più fragili. Questa struttura si rivolge alla parte nord del Comune di Trento ma anche alla Valle dei Laghi, e su questo, consapevoli della distanza fisica da questa sede, vogliamo garantire che l’assistenza sarà assicurata anche attraverso presidi territoriali sociosanitari co costruiti con il territorio. Le sfide dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle cronicità si affrontano solo lavorando insieme, rafforzando l’integrazione tra sanità, servizi sociali, enti locali e terzo settore. Le Case della Comunità sono strutture fondamentali per dare risposte concrete anche su questioni cruciali come le liste di attesa e le file al pronto soccorso, offrendo soluzioni appropriate per i codici minori e percorsi alternativi all’ospedale. Fondamentale sarà anche il supporto delle amministrazioni locali nel far conoscere ai cittadini i nuovi servizi e le opportunità disponibili».

 

 

 

 

Service video a cura dell'Ufficio stampa Pat disponibile qui

(vt)


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