Martedì, 21 Aprile 2026 - 16:32 Comunicato 1057

Tributo al grande fisico trentino capace di trasformare visioni ambiziose in realtà concrete
Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni

Da oggi la sala conferenze del Centro di protonterapia di Trento porta il nome del suo «visionario» ideatore, il Professor Renzo Leonardi, uno dei padri della fisica trentina, capace di intravedere le nuove frontiere della ricerca. La scopertura della targa che intitola la sala conferenze non rappresenta solo il traguardo di un percorso istituzionale avviato all’unanimità dal Consiglio comunale di Trento nel 2019, anno della morte di Leonardi, ma è soprattutto il doveroso tributo a una mente illuminata, in cui l’altissimo spessore scientifico si fondeva a una straordinaria e raffinata cultura umanistica. Alla cerimonia di intitolazione erano presenti le più alte autorità del mondo istituzionale, accademico e della sanità trentina, oltre ai familiari del compianto Leonardi: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il vicepresidente della Provincia e assessore all’Università e ricerca Achille Spinelli, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, e il professore emerito dell’Università di Trento Sandro Stringari. Hanno partecipato alla cerimonia anche il direttore del Centro di protonterapia Frank Lohr, la vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, l’ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai, l’ex presidente dell’Asi Roberto Battiston e molti altri rappresentanti del mondo accademico e della ricerca che hanno avuto modo di conoscere e lavorare con il professor Renzo Leonardi.
Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni [ Juliet Astafan_Archivio Ufficio Stampa PAT]

La figura di Leonardi è stata ricordata in particolare attraverso le parole del professor Sandro Stringari, che nella sua lectio magistralis ha ripercorso le due grandi anime del professore: il pilastro accademico e l’uomo al servizio della comunità. Da un lato, Leonardi ha giocato un ruolo chiave nell'Università di Trento fin dagli anni '70 e ha portato alla creazione, nei primi anni '90, del Centro europeo per gli studi teorici in fisica nucleare (ECT*) a Villa Tambosi. Dall’altro, ha dimostrato un fortissimo impegno sociale, iniziato supportando la Protezione Civile per la creazione di un servizio di monitoraggio delle radiazioni ambientali a seguito del disastro di Chernobyl del 1986. È proprio partendo da questo rigore metodologico nello studio delle radiazioni che, alla fine degli anni '90, Leonardi ha iniziato a elaborare l’ambizioso progetto del Centro di protonterapia, un’idea nata per curare i tumori più difficili sfruttando fasci di protoni. Per farne un progetto esclusivo e all’avanguardia, Leonardi ha messo a disposizione la sua rete internazionale di altissimo livello, confrontandosi costantemente con i centri ospedalieri e di ricerca più avanzati al mondo e i massimi esperti mondiali come il fisico Michael Goitein. Il grande valore di Renzo Leonardi – come è stato ricordato da Stringari e dai molti interventi – sta nell’aver saputo conciliare in modo lungimirante fisica, applicazioni mediche, questioni ambientali e persino l’arte, traducendo le sue straordinarie reti di contatti internazionali in iniziative concrete di grandissimo valore.

«L’intitolazione al professor Leonardi – ha dichiarato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – rappresenta la capacità del Trentino di saper buttare il cuore oltre l’ostacolo e di trasformare visioni ambiziose in realtà concrete. Il percorso che ci ha portati fin qui affonda le radici nella storia della sanità trentina, a partire dall’esperienza di Borgo e della cobaltoterapia, quando in Trentino nacque una delle prime esperienze di radioterapia, già allora espressione di innovazione e lungimiranza. Da quella cultura scientifica e da quella capacità di guardare avanti è nata l’idea della protonterapia: un progetto estremamente innovativo, che nel 2014 ha visto il trattamento del primo paziente e oggi è l’unico centro pubblico in Italia, un luogo in cui si integrano ricerca e cura, competenze cliniche e sviluppo scientifico, con l’obiettivo di offrire ai cittadini le migliori opportunità terapeutiche disponibili. Leonardi rappresenta un grande esempio per le nuove generazioni, per la sua capacità di immaginare il futuro e di lavorare con determinazione per realizzarlo. Intitolare a lui questo percorso significa ricordare che la sanità trentina cresce quando sa unire competenza, coraggio e visione, trasformando idee e sogni in opportunità concrete per la vita delle persone».

Il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian nel suo intervento ha ricordato la figura di studioso poliedrico e lungimirante di Renzo Leonardi sottolineando il valore scientifico del suo lavoro e l’eredità che ha lasciato all’intera comunità grazie alla sua intuizione del Centro di protonterapia. Un’idea «attorno alla quale è nato anche un importante percorso di collaborazione che ha coinvolto l’Università di Trento, l’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn), la Fondazione Bruno Kessler e l’Azienda sanitaria». Flavio Deflorian ha poi ricordato l’impegno di Leonardi per l’Università. «Tra il 1982 e il 1984 è stato membro del Consiglio di Amministrazione del nostro Ateneo e in quell’occasione – ha sottolineato il rettore – ha collaborato alla stesura dello Statuto dell’Università, in un momento molto importante della sua crescita. Dando così un contribuito allo sviluppo della nostra Università e del nostro territorio».

«Con questa intitolazione – ha sottolineato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – si riconosce il contributo di Renzo Leonardi e la sua visione. Leonardi ha colto l’importanza dell’innovazione e della ricerca in ambito sanitario, contribuendo ad avviare un progetto importante per il nostro territorio, riconosciuto in ambito nazionale. La giornata di oggi si inserisce poi in un percorso più ampio: attorno al Centro di protonterapia sorgeranno il futuro Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento e una realtà integrata dedicata alla salute, alla ricerca e alla formazione. Questa intitolazione si colloca quindi in una prospettiva di continuità e sviluppo, in cui innovazione, tecnologie e capacità di attrazione del sistema trentino sono elementi centrali che contribuiscono, tutti insieme, alla crescita del territorio»

«L’intitolazione della sala conferenze a Renzo Leonardi non è solo un ricordo simbolico – ha evidenziato l’assessore all’Università e ricerca Achille Spinelli – ma il riconoscimento di una delle menti più brillanti della nostra terra, capace di fare la differenza grazie alla sua visione e alla sua capacità di costruire il futuro. Il Centro di protonterapia rappresenta uno dei lasciti più importanti del suo lavoro, frutto di un percorso in cui Leonardi è stato tra i principali artefici dello sviluppo della scienza legata alla fisica in Trentino. Il suo contributo è stato determinante anche come precursore nel campo della biologia e delle biotecnologie: già negli anni novanta aveva intuito il valore strategico di questo ambito, ponendo le basi di un percorso che oggi trova espressione nel Cibio, una realtà di rilievo e visibilità internazionale. Renzo Leonardi è stato una persona capace di mettere insieme mondi diversi e di intravedere la collaborazione di sistema come attività necessaria. A lui dobbiamo molto, per ciò che ha saputo immaginare e per l’eredità che ha lasciato al nostro territorio, che continua a crescere anche grazie alla sua visione».

«Oggi – ha aggiunto l’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina – non siamo qui per una semplice intitolazione, ma per compiere un gesto dal valore profondo: riconoscere, custodire e trasmettere la memoria del professor Leonardi. Intitolare un luogo significa attribuirgli identità e storia. Da oggi questa sala porta il nome di una persona che quella storia ha contribuito a costruire. Leonardi è stato una figura straordinaria, segnata da una rara curiosità intellettuale e dalla capacità di unire visione e concretezza. Più delle molte cose realizzate, ciò che lo ha contraddistinto è stata la capacità di guardare avanti e costruire il futuro, lasciando un segno concreto e duraturo nella nostra comunità. Si dice che chi lavora nella ricerca semina per il futuro: oggi raccogliamo i frutti del suo lavoro, non solo scientifici, ma anche istituzionali, culturali e umani. Il Centro di protonterapia è di certo una delle realizzazioni più significative di questa visione: un progetto nato da un’intuizione lungimirante, oggi punto di riferimento nazionale e internazionale per la cura dei tumori e una speranza concreta per molti pazienti e famiglie. Quando parliamo di protonterapia parliamo di innovazione, parliamo di un sistema sanitario che sa evolvere, investire nella ricerca e mettere al centro la salute dei cittadini. Il gesto di oggi è un atto di gratitudine e riconoscenza. Come istituzioni, ci impegniamo a essere all’altezza dell'eredità lasciata da Leonardi e a proseguire con la stessa passione e lungimiranza che lo hanno contraddistinto».

In chiusura, il toccante ricordo del figlio di Leonardi, Antonio, che ha riportato alla memoria le estati trascorse nel paese natìo del padre, Tuenno, e ricordato aneddoti che rendono perfettamente il valore del padre e la sua capacità di unire mondi così lontani, come quando ha saputo mettere intorno allo stesso tavolo un premio Nobel e l’abitante dell’ultimo remoto maso della valle: l’eccellenza del Nobel e l’orgoglio per la propria terra. 

 

 

 

Service video a cura dell'Ufficio stampa Pat disponibile qui

(vt)


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