Mercoledì, 07 Ottobre 2026 - 17:26 Comunicato 2991

Promuovere l’allattamento significa fare prevenzione primaria fin dai primi istanti di vita
Settimana mondiale dell’allattamento: ottimi dati per il Trentino

A 2-3 mesi il 62% dei neonati trentini viene allattato in modo esclusivo, a 4-5 mesi il 58% (a fronte di una media nazionale rispettivamente del 48% e del 39%) e oltre il 49% dei bambini riceve latte materno fino ai 12-15 mesi. Sono questi i numeri d’eccellenza con cui il Trentino conclude la Settimana mondiale per l’allattamento materno (SAM 2026), ricorrenza che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione della popolazione sull’importanza fondamentale dell’allattamento come primo e insostituibile investimento per la salute pubblica e il benessere delle future generazioni. Come ogni anno Asuit ha aderito alla Settimana promuovendo iniziative di sensibilizzazione, seguendo il filo conduttore dell’edizione del 2026: «Allattare per un inizio sostenibile della vita: rafforziamo ciò che funziona».
Allattamento al seno [ Adobe Stoke ]

Gli ottimi risultati ottenuti sul fronte dell’allattamento sono da ricondurre anche al fatto che tutti i punti nascita e i servizi territoriali del percorso materno infantile di Asuit sono certificati come «Ospedali e Comunità Amici delle bambine e dei bambini» secondo gli standard OMS UNICEF, il programma che punta a proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e la salute materno infantile. OMS e UNICEF raccomandano l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita del neonato e la sua prosecuzione, affiancata da un’adeguata alimentazione complementare, fino ai due anni e oltre, se desiderato da madre e figlio/a. L’allattamento rappresenta la via fisiologica attraverso cui il bambino assume tutti i nutrienti necessari per uno sviluppo sano e armonioso. Le evidenze dicono che quando l’allattamento è protetto e sostenuto, le donne hanno più del doppio delle probabilità di allattare.

Promuovere l’allattamento significa fare prevenzione primaria ad altissimo impatto fin dai primi istanti di vita. Per i neonati il latte materno costituisce una protezione fondamentale contro il rischio di sviluppare obesità infantile, diabete di tipo 1, asma, infezioni alle orecchie, infezioni gastrointestinali, gravi patologie delle vie respiratorie inferiori, leucemia infantile e sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). Favorisce inoltre un migliore sviluppo cognitivo, con ricadute positive sul percorso scolastico. Per le madri, allattare riduce significativamente il rischio di ipertensione, diabete di tipo 2, tumore alle ovaie e tumore al seno.

I dati dell’indagine di sorveglianza «Bambine e bambini 0-2 anni», promossa dal Ministero della salute, coordinata dall’Istituto superiore di sanità e curata in una scheda informativa dedicata alla provincia di Trento dall’Osservatorio epidemiologico di Asuit, mostrano un quadro provinciale virtuoso e ben al di sopra degli standard nazionali:

  • Allattamento esclusivo a 2-3 mesi e 4-5 mesi: il 62% dei bambini trentini a 2-3 mesi e il 58% a 4-5 mesi viene allattato in modo esclusivo (contro medie nazionali rispettivamente del 48% e del 39%). Il dato a 4-5 mesi registra un aumento costante nel tempo, passando dal 45% del 2019 al 58% del 2025.
  • Allattamento prolungato oltre l’anno: aumenta la percentuale di bambini allattati a 12-15 mesi, salita dal 39% (2019) al 44% (2022) fino al 49% nel 2025.
  • Disuguaglianze sociali e determinanti di salute: la probabilità di allattare in modo esclusivo è più elevata tra le donne laureate (68% vs 53% con licenza media/diploma), le pluripare (66% vs 56% delle primipare) e le donne che non lavorano o non hanno ancora ripreso l’attività lavorativa (60%-61% vs 41% di chi è già rientrata al lavoro).
  • Stili di vita da monitorare: tra le madri che allattano emerge la necessità di rafforzare la prevenzione sui comportamenti a rischio: il 27% dichiara di consumare alcol (almeno 1-2 volte in 30 giorni) e il 5,5% si dichiara fumatrice.
(vt)


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