Venerdì, 10 Maggio 2024 - 14:07 Comunicato 1040

Fra i presenti anche l’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca
Oggi in piazza Fiera cerimonia di consegna dei diplomi ad oltre 400 laureate e laureati

Oltre 400 laureate e laureati erano presenti stamattina in piazza Fiera a Trento per la cerimonia di consegna dei diplomi. Nel suo discorso, il rettore Deflorian ha ribadito l’importanza di difendere libertà di espressione e autonomia. Dal testimonial Andrea Nardelli, direttore generale di Aquila Basket, l’invito a creare comunità più eque, inclusive e sostenibili.
La cerimonia è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Trento e la Provincia autonoma di Trento. Hanno portato i saluti istituzionali il sindaco e l’assessore provinciale allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca. Il sindaco ha invitato studentesse e studenti a coltivare alterità e sguardo critico, senza rinunciare a far sentire la propria voce e a esprimere dissenso; l’assessore ha messo in luce l’importanza di questo momento per la vita personale dei neodottori, ma anche verso l’Università stessa e le istituzioni del Trentino: le laureate e i laureati rappresentano infatti un capitale umano fondamentale per tutto il territorio.
Cerimonia di laurea [ ©UniTrento ph. Pierluigi Cattani Faggion]

C’è Ilaria Memme, la più giovane con i suoi 21 anni compiuti a gennaio; e poi c’è Maurizio Molina, classe 1957, il più maturo tra le oltre quattrocento persone presenti questa mattina in piazza Fiera a Trento per ricevere il diploma di laurea. A loro, si aggiungono tredici tra i migliori dottori e dottoresse di ricerca, riconoscibili perché indossano come copricapo la tradizionale feluca. Tutto attorno, il calore dei tanti – genitori, parenti, amiche e amici – che hanno voluto vivere e condividere questo momento. 
«Spero che il vostro sia stato un viaggio entusiasmante, di formazione accademica, ma anche di crescita personale e umana», ha esordito Deflorian nel portare il proprio saluto a coloro che nei mesi scorsi hanno concluso il ciclo di studi triennali. «La missione dell’Università – ha ricordato il rettore – non si esaurisce nel prepararvi per il mondo del lavoro. Abbiamo un’ambizione più grande: contribuire a formare i cittadini e le cittadine di domani, uomini e donne attenti e responsabili, capaci di partecipare attivamente alla vita sociale e produttiva del paese». 
La riflessione del rettore è andata poi a toccare temi particolarmente cari all’Ateneo: libertà di espressione, confronto civile, pensiero critico e autonomia dell’istituzione universitaria. 
«La libertà di espressione è un diritto fondamentale, un pilastro della democrazia moderna, il presupposto per il progresso della società e lo sviluppo di ogni essere umano. Le università sono e devono restare baluardi di questo valore, comunità plurali improntate al dialogo, all’ascolto e al confronto civile». Perché è dal confronto, ribadisce il rettore, che nascono le idee migliori e non ci può essere autentica crescita senza un libero, appassionato e corretto scambio di idee. 
Imprescindibile, per questo, è il pensiero critico, «un'abilità cruciale per la cittadinanza attiva nell'odierna società democratica, così ricca di informazioni, scambi, incontri e scontri. L’università ha il dovere di formare menti capaci di elaborare un pensiero originale e libero. Solo coltivando l’autonomia di pensiero e dando spazio a una riflessione intellettualmente onesta e indipendente possiamo sperare di affrontare le sfide del nostro tempo in modo consapevole e responsabile». 
L’autonomia di pensiero è inscindibilmente legata a quella dell’istituzione universitaria, perché, spiega Deflorian, «la libertà accademica garantisce pluralismo, neutralità e dialogo, nonché l’accuratezza e l’obiettività dei risultati scientifici». 
La parola è passata poi al testimonial della cerimonia, Andrea Nardelli, laureato nel 2008 in Economia all’Università di Trento e attuale direttore generale di Aquila Basket. 
Nel rivolgersi alle centinaia di giovani presenti in piazza, Nardelli ha citato Jack Kerouac per ricordare il momento di smarrimento dopo la laurea: “A me piacciono troppe cose e mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra”. Alcune esperienze, però, hanno contribuito a rendere Nardelli la persona che è oggi. Il manager le rievoca associandole ad alcune parole chiave: difficoltà, diversità, consistency e valore. 
Per parlare di difficoltà – ma anche di ‘sofferenza’ – si fa un salto indietro al 2001, quando Nardelli si trasferì negli Stati Uniti per frequentare il quarto anno delle scuole superiori: «A ripensarci oggi – spiega – credo che quello sia stato uno dei momenti in cui il mio carattere si è formato in maniera significativa e per certi versi definitiva». 
La seconda tappa del percorso di formazione – umano e intellettuale – è quella che lo porta a Budapest per l’Erasmus: «Era il 2005 e al tempo Trento e il Trentino non erano ancora straordinariamente internazionali come lo sono oggi. Vivere in Ungheria con persone di tutto il mondo è stato incredibile». Lì, in un ambiente così internazionale, Nardelli comprende l’importanza dell’università che «non è solamente una questione di libri di testo, lezioni e stage, ma crea un ambiente culturale effervescente per l’intera comunità». 
Poi, l’incontro con Aquila Basket: «Sono partito come volontario. Mi sono occupato praticamente di tutto, tranne che della pallacanestro giocata. Ho appeso cartelloni pubblicitari, ho attaccato adesivi, allestito campi… E nel frattempo ho avuto la straordinaria possibilità di viaggiare, incontrare persone, imparare e curiosare». Questa è la consistency per Nardelli, la capacità di avere costanza e di mantenere il livello di performance nel tempo: «Non si nasce con questa qualità, ma la si può acquisire: lavorando, studiando, curiosando, confrontandosi, impegnandosi, fallendo, rialzandosi e continuando a lavorare». 
L’intervento di Andrea Nardelli è proseguito con il concetto di “creare valore” che per il manager – e per la società che dirige – è «contribuire a creare comunità migliori: più eque, più inclusive e più sostenibili. Per un’azienda, “creare valore” è smettere di essere un prodotto del territorio per diventare un asset per il territorio». Rivolto alla piazza ha ricordato: «L’utile, o la vittoria, non possono essere gli unici parametri a determinare il nostro futuro. Non possiamo più permetterci un mondo così». E ha concluso: «Ora, anche voi, potete incidere “dall’interno del sistema”. Non abbiate paura. Siate coraggiosi. Tocca a voi». 
La cerimonia di laurea è proseguita con l’Inno alla gioia e la consegna delle pergamene da parte di Flavio Deflorian e Francesca Demichelis, prorettrice vicaria dallo scorso 2 aprile. Poi, la proclamazione di dottoresse e dottori e il lancio di tocchi e feluche. 

Le coordinate della cerimonia 
Erano 411 i neodottori e le neodottoresse presenti questa mattina in piazza. Hanno conseguito la laurea triennale da ottobre 2023 a marzo 2024 al Centro Agricoltura Alimenti Ambiente e nei dipartimenti di: Biologia cellulare, computazionale e integrata; Economia e Management; Fisica; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria e Scienza dell'Informazione; Ingegneria industriale; Lettere e Filosofia; Matematica; Psicologia e Scienze cognitive; Sociologia e Ricerca sociale; Facoltà di Giurisprudenza (Ceils - Comparative, European and International Legal Studies). 
Oltre a loro, c’erano anche tredici tra i migliori dottori e dottoresse di ricerca dell’anno solare 2022/2023: Valentina Amitrano (Fisica), Luigi Balasco (Cognitive and Brain Sciences), Riccardo Bertollo (Materiali, meccatronica e ingegneria dei sistemi), Giacomo Bracci (Economics and Management), Fabio Cassini (Matematica), Tommaso De Mari Casareto Dal Verme (Studi giuridici comparati ed europei), Francesca Fidelibus (Culture d'Europa. Ambiente, spazi, storie, arti, idee), Chiara Lago (Scienze biomolecolari), Leonardo Menghi (Scienze agroalimentari e ambientali), Federico Mento (Informatica e Telecomunicazioni), Silvia Perzolli (Scienze cognitive), Francesca Poli (Ingegneria civile, ambientale e meccanica), Vanessa Ugolini (Studi internazionali). 
La cerimonia è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Trento e con la Provincia autonoma di Trento. 
Hanno partecipato l’Orchestra UniTrento e la Corale polifonica dirette da Marco Gozzi, composte da studenti e studentesse, docenti e personale dell’Università di Trento. 
Alla cerimonia era attivo il servizio Lis (Lingua dei segni italiana) a cura di Ens (Ente nazionale sordi Onlus). 

(us)


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