Non un semplice nido dove poter portare i propri figli e le proprie figlie durante le ore di lavoro in Ateneo. Ma un luogo dove crescere e imparare a compiere i primi passi nel mondo, costruendo relazioni umane e vivendo esperienze formative e sociali costruttive. Questo è per molte persone il Nido aziendale dell’Università di Trento. Lo dimostrano i volti emozionati, le parole e le storie di chi oggi si è ritrovato prima al Palazzo di Sociologia e poi nella sede del Nido stesso in occasione dei venti anni dall’avvio del servizio, per una giornata fatta di ricordi, incontri, ma anche relazioni scientifiche e testimonianze.
Il Nido di UniTrento, che dal 2015 ha sede a Trento in via Santa Margherita 13 è nato nel 2006 come risposta ai bisogni di conciliazione delle persone che lavorano all’interno di UniTrento, ma è stato fin da subito concepito come un’opportunità per tradurre in pratica saperi e consapevolezze sviluppate attraverso la ricerca scientifica condotta anche nell’Ateneo stesso. Ed è stato anche tra i primi Nidi aziendali ad aprire in Trentino. Un luogo dove nutrirsi di relazioni, parole, sguardi e attenzioni.
Ha fatto dunque da apripista a un sistema che fin da subito si è caratterizzato per essere a misura di bambino ma capace di rispettare anche i tempi di mamma e papà. Qui, infatti, a differenza di altre strutture dove i tempi sono più rigidi, i genitori hanno la possibilità di fermarsi con i propri piccoli e vederli anche in diversi momenti della giornata. Un modo per affrontare con meno ansia una fase di crescita e di distacco così delicata.
Un vero e proprio laboratorio di sperimentazione di nuove metodologie e strumenti di educazione, che è rimasto nel cuore di chi ha mosso i primi passi al suo interno, bambini di allora che oggi sono giovani adulti e che si sono ritrovati per festeggiare i primi due decenni di attività, rievocare immagini e incontrare visi di coloro con cui hanno percorso un pezzetto di vita. Quel pezzetto fatto di nuove scoperte, piccole e grandi conquiste, gesti gentili e premurosi, prime amicizie.
Ad avviare la prima parte della giornata, il saluto del rettore Flavio Deflorian: «Festeggiare questo traguardo significa ripercorrere vent'anni di storie, di crescita e di uno straordinario lavoro di squadra al servizio delle nostre famiglie e di chi vive l'Ateneo. Il Nido è un luogo in cui il futuro si costruisce ogni giorno: uno spazio aperto che mette in dialogo la ricerca universitaria con le esigenze quotidiane dei più piccoli. Rivedere oggi bambine e bambini di ieri, diventati ormai giovani adulti che hanno frequentato il nostro Nido è la testimonianza più bella dell'impatto sociale di questo progetto, di cui tutta la comunità di UniTrento è profondamente orgogliosa».
«Celebrare i vent’anni del nido aziendale dell’Università di Trento significa riconoscere il valore di un servizio che sostiene le famiglie e favorisce la conciliazione tra vita familiare e lavorativa. I nidi aziendali svolgono una funzione importante, perché affiancano al supporto organizzativo per i genitori un fondamentale ruolo educativo, offrendo ai nostri bambini un ambiente in cui crescere, sviluppare le proprie capacità, sperimentare le prime relazioni e compiere le prime esperienze di socialità. Ho avuto modo di visitare la struttura nelle scorse settimane e desidero esprimere, a nome della comunità trentina, apprezzamento all’Università per la lungimiranza dimostrata nel realizzare un servizio che a risponde concretamente ai bisogni delle famiglie. È fondamentale che istituzioni e territorio continuino a investire in servizi educativi accessibili e di qualità, capaci di sostenere la genitorialità e contribuire a una società più equa». Così l’assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, Francesca Gerosa.
«Festeggiamo oggi un traguardo che dimostra la lungimiranza di una scelta fatta vent’anni fa», ha sottolineato la vicesindaca di Trento, Elisabetta Bozzarelli. Trento conta quasi 1.300 posti nei nidi, coprendo oltre il 50% dei bambini da 0 a 2 anni: un investimento fondamentale sulla primissima infanzia che, in vista della Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, ci ricorda l'importanza di rimettere al centro i più piccoli. Attraverso la forte sinergia tra Comune e Università, garantiamo non solo conciliazione vita-lavoro, ma un'opportunità unica di sviluppo e relazione: i bambini non sono soltanto il nostro futuro, ma la parte più importante del nostro presente».
È stata la volta poi di Barbara Ongari, responsabile scientifica del Nido UniTrento, che ha contribuito alla sua realizzazione sulla spinta dell’allora rettore Davide Bassi, oggi presente in aula, e della prorettrice da lui designata con delega ai progetti didattici speciali e pari opportunità Mariangela Franch. Ha ripercorso l’avventura del Nido partendo da un’immagine suggestiva. «Penso alla storia del Nido come a un albero. Le radici che affondano nel terreno sono le teorie scientifiche più accreditate. Consistono nel vedere bambini, genitori ed educatrici nella loro identità di persone, ciascuna con le proprie storie, caratteristiche, tendenze. Questa triangolazione è alla base di relazioni solide che contribuiscono alla crescita armonica delle persone bambine e bambini come dimostrano evidenze multidisciplinari. Il nostro compito è accompagnare le famiglie nello sviluppo di ciascuna e ciascuno nei primi mille giorni di vita, i più importanti».
«Il tronco di questo albero – ha proseguito – è la struttura organizzativa del servizio che si rifà agli insegnamenti di Elinor Goldschmied: spazi, coordinamento pedagogico, piccoli gruppi, stabilità, tempi lenti e persone di riferimento che sono la chiave dello sviluppo. In particolare la flessibilità e l’attenzione meticolosa alla comunicazione, all’interno e con l’esterno. I rami, infine, sono i risultati che oggi vediamo: creatività, competenze, innovazione educativa, ricerca scientifica, collaborazioni in Italia e all’estero, vissuti di appartenenza comunitaria, benessere delle famiglie e del personale».
Il convegno scientifico è quindi entrato nel vivo con la presentazione dei risultati degli studi svolti al Nido UniTrento.
Francesca Tomasi, psicologa e consulente per i genitori allo Sportello Genitorialità 0-6 dell’Ateneo di Trento, ha ripreso i principali risultati del progetto di ricerca svolto con Barbara Ongari che ha coinvolto tutti i bambini e le bambine del Nido UniTrento, i genitori e ciascuna delle educatrici, nei primi tre anni dall’apertura (periodo 2006-2009). I risultati mostrano effetti positivi sul benessere dei bambini, in un quadro composto dal loro adattamento socioaffettivo al Nido, dalle osservazioni delle tipologie e modalità esplorative e di gioco, dalla qualità dell’interazione con l’educatrice, così come dalle valutazioni individuali del temperamento, dei comportamenti problematici e delle competenze comunicativo-linguistiche. Altrettanto positiva l’analisi sul benessere degli adulti, approfondito in termini di sicurezza emotivo-relazionale. Ma soprattutto, si è riscontrato come il buon adattamento socioaffettivo al Nido, osservato dall' educatrice, sia in rapporto diretto con il riconoscimento del ruolo educativo condiviso e il rispecchiarsi fiducioso dei propri valori e compiti di cura tra adulti.
Agnese Vitali, ordinaria di Demografia al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, ha raccolto e analizzato l’esperienza di un campione di genitori che hanno usufruito del servizio. L’indagine sociodemografica si è svolta tra il 2021 e il 2022. È emersa l’influenza positiva del servizio nel contribuire alla diminuzione delle penalità nelle carriere legate al genere e alla genitorialità. La ricerca mostra che il Nido si è rivelata una risorsa imprescindibile per la conciliazione famiglia – lavoro dei genitori. E che chi ha utilizzato il Nido aziendale ha avuto una progressione professionale mediamente più veloce rispetto sia a chi ha utilizzato altri servizi o nessun servizio per la prima infanzia, sia a chi non ha figli. Gli elementi che contribuiscono a questo risultato sono la flessibilità oraria prolungata, l’attenzione anche ai genitori da parte delle educatrici e la possibilità di ampliare il network lavorativo.
Lo studio di Francesco Pavani, professore di Psicologia generale al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive si è focalizzato sull’interazione tra gesto e parola nel bambino preverbale in diversi nidi di infanzia aziendali del territorio provinciale. In particolare, ha valutato, insieme a collaboratrici dell'Università di Trento, del Nido di Infanzia e della Cooperativa "La Coccinella", l’impatto dell’inserimento in questi contesti del programma Baby Signs, un metodo di comunicazione gestuale rivolto a chi è nella fascia di età dai 6 ai 24 mesi. I risultati mostrano che l’uso dei gesti simbolici arricchisce la comunicazione spontanea e potrebbe accelerare lo sviluppo socioaffettivo e adattivo. Quest’ultimo beneficio è risultato ancora più marcato nei piccoli con iniziali difficoltà, per i quali il gesto ha rappresentato un valido supporto per regolare il comportamento e l'interazione quotidiana.
Il convegno ha offerto un importante momento di confronto anche sulle prospettive di rete e di formazione internazionale, con gli interventi di: Piera Braga dell’Università di Milano-Bicocca sul ruolo strategico della Rete nazionale dei Nidi universitari e ospedalieri quali centri di ricerca e di welfare aziendale; Lourdes Fonseca della Fédération Léo Lagrange di Parigi che ha presentato i risultati dello scambio formativo tra Italia, Francia e Germania svolto tra il 2022 e il 2023, sottolineando il valore della crescita professionale condivisa tra le equipe educative; Alessandra Bai, pedagogista dell’associazione Elinor Goldschmied Educare che ha evidenziato l’approccio metodologico per l’aggiornamento permanente del personale e la valorizzazione delle competenze genitoriali.
Le testimonianze dirette del personale del Nido, la voce dei genitori sulle proposte educative e i racconti di alcuni di coloro che avevano frequentato il servizio da piccoli proiettati in un filmato realizzato ad hoc per questo momento di ritrovo hanno arricchito il programma con momenti toccanti e partecipati.
Nel pomeriggio il momento di festa e ritrovo prosegue nella sede del Nido aziendale con chi è cresciuto tra le mura del Nido UniTrento e le loro famiglie. Un’occasione per condividere ricordi, storie ed esperienze.
Contestualmente è stata allestita anche una mostra fotografica itinerante, la mattina visitabile nell’atrio del Palazzo di Sociologia e il pomeriggio negli spazi del Nido, che ripercorre la storia quotidiana e i nuclei scientifici del Nido.
Un’idea per valorizzare la memoria storica e culturale del Nido, con scatti che ritraggono i momenti di vita quotidiana, le attività educative e di gioco, le piccole grandi scoperte dei bambini e delle bambine di allora che oggi, a distanza di anni, ritrovano chi ha percorso con loro un tratto di vita insieme.
L’esposizione sarà ospitata successivamente nella Biblioteca universitaria centrale – Buc (Via Adalberto Libera, 3 ) fino a dicembre 2026.




