Mercoledì, 13 Dicembre 2017 - 18:02 Comunicato 3343

Il direttore Apss Paolo Bordon e l’assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni al taglio del nastro
Cles, inaugurato il nuovo Centro di salute mentale 24 ore

Taglio del nastro oggi pomeriggio per il nuovo Centro di salute mentale 24 ore di Cles, alla presenza del direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Paolo Bordon e dell’assessore alla salute e alle politiche sociali Luca Zeni. Con l'inaugurazione ufficiale comincia quindi l'attività del Centro crisi, una “piccola comunità” dotata di quattro posti letto che affianca il Centro diurno e offre accoglienza ai pazienti in situazione di pre-crisi, crisi o post crisi, in alternativa o in continuità all’ospedalizzazione. L'obiettivo del nuovo centro è quello di gestire le acuzie psichiatriche senza ricorrere necessariamente al ricovero ospedaliero o comunque, quando questo non sia evitabile, ridurre il più possibile la durata della permanenza in ospedale. Hanno partecipato alla cerimonia inaugurale della nuova struttura anche il direttore dell’Area salute mentale Renzo De Stefani e il direttore dell’Unità operativa di psichiatria ambito ovest Claudio Agostini. Presenti anche le autorità locali, dall’assessora alle politiche sociali della Comunità della Valle di Non Carmen Noldin al sindaco di Cles Ruggero Mucchi.

Il modello 24 ore proposto dal rinnovato Centro di salute mentale di Cles vuole garantire un’assistenza psichiatrica territoriale in grado di offrire l’intera gamma di servizi per la salute mentale vicino al luogo di vita dei pazienti, mantenendo il più possibile la continuità del rapporto terapeutico con il servizio di riferimento, anche nelle fasi di criticità. Il nuovo Csm vuole offrire una risposta efficace in un contesto accogliente e caldo, che permetta di evitare l’ambiente spesso spersonalizzante e freddo degli ospedali, tanto più quando questi sono lontano dal contesto di vita del paziente. L’attività del nuovo Centro crisi permette anche di limitare la stigmatizzazione che spesso accompagna l’ospedalizzazione oltre che di evitare l’interruzione spesso traumatica dei rapporti familiari e sociali. Nei casi in cui il ricovero non sia evitabile, la disponibilità di un luogo di accoglienza della crisi a livello territoriale può comunque abbreviare la durata della degenza in ospedale.

«Il ricovero ospedaliero – ha evidenziato Claudio Agostini direttore del Centro di Cles – non rappresenta di norma il miglior contesto in cui “smaltire” una crisi emotiva, dovuto principalmente al fatto che il paziente viene preso in carico da una nuova equipe di medici. A ciò si aggiungono la distanza dai luoghi di vita del paziente e le caratteristiche depersonalizzanti del contesto. Con l’apertura sulle 24 ore del Centro di salute mentale di Cles si punta invece ad evitare la separazione e la decontestualizzazione in favore di una corresponsabilizzazione dell’utente, dei suoi familiari, degli operatori nel percorso di recupero e riabilitazione».

«Il Centro Crisi – ha proseguito Agostini – opererà sulla fascia centrale della giornata, orientativamente dalle ore 9 alle ore 16.30, in condivisione con il Centro Diurno, con la possibilità di fruire dell’offerta riabilitativa di quest’ultimo e della ricca presenza di volontari. Saranno possibili gestioni intensive e dedicate con rapporto uno ad uno per le situazioni particolarmente impegnative. Nelle fasce orarie di avvio e chiusura della giornata, dalle ore 7 alle ore 9 e dalle 16.30 alle 21, oltre che nei festivi, saranno di norma presenti due operatori, dedicati esclusivamente agli ospiti del Centro crisi, la notte sarà sempre presente un infermiere, con possibilità di attivare in reperibilità un secondo operatore e il medico. Nel Centro sarà possibile accogliere pazienti sulle 24 ore anche nell’urgenza, con un filtro del Csm o del medico reperibile in pronto soccorso dell’ospedale di Cles. La permanenza nella struttura dovrà essere necessariamente breve, nell’ordine di giorni o settimane e successivamente, laddove si condivida l’opportunità di proseguire il percorso comunitario, il paziente passerà ad altra struttura del circuito: un appartamento dedicato a Cles per i percorsi intensivi, le altre strutture per i casi che non necessitino di protezione intensiva».

«Il servizio offerto dal Centro di salute mentale 24 ore di Cles – ha sottolineato il direttore generale Apss Paolo Bordon – è strategicamente importante per il territorio e per una categoria di utenti particolarmente fragili a cui l’azienda sanitaria guarda da sempre con grande attenzione e sensibilità. La disponibilità di una struttura aperta 24 ore sul proprio territorio di domicilio, che permette al paziente di mantenere un contatto costante con il proprio contesto sociale e di vita, rappresenta un vero valore aggiunto. Mi auguro davvero che l’esperienza del centro di Cles possa essere un modello da esportare anche in altri contesti periferici della nostra provincia».

«L’esperienza che si inaugura oggi – ha dichiarato l'assessore alla Salute e alle politiche sociali Luca Zeni – con l’attivazione di una struttura disponibile ad accogliere sulle 24 ore pazienti in situazione di crisi, è un altro tassello importante verso una sanità sempre più vicina al cittadino e capace di offrire servizi di prossimità. Nell'ambito dei servizi per la salute mentale il concetto di prossimità è ancora più importante perché permette davvero di umanizzare il percorso di cura, preservando il vissuto clinico, oltreché sociale e familiare del paziente».

(vt)


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