Lunedì, 12 Ottobre 2026 - 17:33 Comunicato 3040

Grazie all’accordo siglato tra l’associazione e Asuit il servizio arriva in altri due reparti dell’ospedale Santa Chiara e al Centro disturbi del comportamento alimentare di Trento
I Lions Club Valsugana portano la pet therapy in reparto

Grazie all’impegno del Lions Club Valsugana Host è stato avviato un progetto di pet therapy nei reparti di pediatria e neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Trento, così come al Centro disturbi del comportamento alimentare di via Esterle. Ad occuparsene sarà «Zampa amica», che già dal 2014 è attiva al Santa Chiara in diversi reparti ed è riconosciuta ufficialmente come «Centro per l’erogazione degli interventi assistiti con gli animali» dal Ministero della salute e dalla Provincia autonoma di Trento. Più precisamente chiamati Interventi assistiti con gli animali (IAA), comprendono diversi progetti finalizzati a migliorare benessere e salute dei pazienti con l’aiuto degli animali.
[ @archivio Asuit]

Nelle persone affette da disturbo del comportamento alimentare, l’animale offre un canale comunicativo non verbale, empatico e privo di giudizio e risponde all’autenticità dello stato emotivo della persona, permettendo il decentramento del pensiero da cibo/corpo, la regolazione delle emozioni, la promozione dell’assertività e il recupero della dimensione della cura di sé, così come nei bambini e adolescenti può aiutare a diminuire ansia e timidezza aumentando l’autostima: questi alcuni degli effetti degli interventi assistiti con animali sui soggetti coinvolti. «Zampa amica» e la sua fondatrice Katia Bertoldi hanno già iniziato le attività al Centro disturbi del comportamento alimentare, mentre da domani, martedì 13 ottobre, il progetto arriverà anche in pediatria e neuropsichiatria infantile al Santa Chiara. Gli animali che parteciperanno a questo progetto sono dei coniglietti, gatti e cani di taglia medio-piccola: pastori scozzesi, barboncini, cocker e labrador.

Nell’ambito della pet therapy l’animale coinvolto assume un ruolo di co-terapeuta e agisce come soggetto attivo in grado di creare con la persona trattata uno scambio reciproco di emozioni e di stimoli, che favoriscono cambiamenti positivi in entrambi. In particolare, da un punto di vista biologico, il contatto fisico con l’animale innesca una catena di reazioni che si traducono in una riduzione della pressione arteriosa, diminuzione della frequenza respiratoria e rallentamento del ritmo cardiaco. Nel caso di persone ospedalizzate, inoltre le attività di pet therapy possono contribuire a ridurre lo stress da allontanamento da affetti e luoghi conosciuti, migliorando le condizioni psicofisiche del paziente, il grado di socializzazione ed il rapporto con il personale sanitario.

Il percorso si svilupperà su una serie di incontri settimanali, della durata di due ore nei reparti di pediatria e neuropsichiatria infantile e un’ora al centro disturbi del comportamento alimentare. Il lavoro sarà gestito da un’equipe coordinata da un medico, uno psicologo, un veterinario ed un conduttore. Il progetto sarà ripetibile più volte nel tempo, la convenzione stipulata con Asuit ha infatti durata di tre anni.

«Zampa amica» e Katia Bertoldi sono già attivi con interventi di pet therapy all’ospedale Santa Chiara dal 2014, portando i suoi animali anche all’interno dei reparti di psichiatria e oncologia, così come alla protonterapia, al centro di salute mentale e al day hospital oncologico pediatrico.

(ldd)


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