"Oggi è prima di tutto una festa per i nostri laureati e le nostre laureate", ha esordito il rettore Flavio Deflorian. "Quando è nato questo percorso – ha proseguito – non avevamo credenziali storiche in ambito medico: la scelta di questi studenti e studentesse di venire a Trento è stata un grande atto di fiducia che abbiamo cercato di onorare con il massimo impegno. Come tutti i pionieri, hanno vissuto le fatiche e l’entusiasmo di un debutto, ma oggi i veri protagonisti sono loro, noi siamo solo i comprimari di un successo straordinario". "Questo traguardo non nasce però dal nulla – ha quindi ricordato Deflorian – ma trova una sua continuità nell’impegno dell’Ateneo che aveva gettato basi solide già da tempo, grazie all'eccellenza della ricerca scientifica e didattica nei campi della biologia e delle neuroscienze, trainata da centri come il Cibio e il Cimec. Era un’idea che alleggiava da anni e che ha trovato concretezza grazie allo stimolo e alle risorse della Provincia". E, rivolgendosi ai neodottori e alle neodottoresse, ha aggiunto: "Se oggi celebriamo le prime lauree in Medicina, il merito va alla determinazione dei giovani che oggi festeggiamo. A loro va il nostro grazie più profondo".
È stata poi la volta del direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino Antonio Ferro: "La laurea dei primi 28 medici formati interamente a Trento rappresenta un momento storico per il nostro territorio e il compimento di un percorso iniziato sei anni fa con coraggio, visione e spirito di collaborazione tra istituzioni. Questi giovani professionisti hanno accompagnato la crescita di un progetto innovativo, contribuendo con entusiasmo e partecipazione a trasformarlo in una realtà oggi riconosciuta e attrattiva a livello nazionale. Abbiamo voluto costruire una Scuola capace di coniugare eccellenza scientifica e attenzione alla persona, formando medici competenti ma anche consapevoli del valore dell'ascolto, dell'empatia e della relazione di cura. Come Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino crediamo in una medicina sempre più vicina ai cittadini, in cui assistenza, formazione e ricerca si rafforzano reciprocamente. A questi nuovi dottori e dottoresse affidiamo il compito di portare avanti questa visione, contribuendo a costruire una sanità moderna, innovativa e profondamente umana".
A ricordare la strada percorsa e ad accennare alle prossime tappe sono stati Olivier Jousson, direttore del Centro interdipartimentale di Scienze mediche (Cismed) dell’Università di Trento, e Lorenzo Trevisiol, presidente della Scuola interateneo di Medicina e Chirurgia che vede la collaborazione tra le Università di Trento e di Verona.
Camilla Caucci e Sofia Salizzoni, due neolaureate in Medicina e Chirurgia, si sono fatte voce del percorso che, negli ultimi sei anni, hanno condiviso con 26 colleghi narrando una storia di impegno, sfide, nottate sui libri, desideri, ricordi, propositi e aspirazioni.
Quindi la consegna dei diplomi, gli applausi, la gioia e, infine, una foto di gruppo a immortalare il momento.
Durante il pomeriggio sono stati chiamati da Deflorian sul palco Paolo Collini e Pier Francesco Nocini, rettori delle Università di Trento e di Verona in carica al momento di avvio del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia interateneo. Per questo sono state consegnate loro due targhe a ricordo.
Il progetto Medicina è un viaggio che inizia nel 2019, con un occhio al contesto e alle necessità del territorio e lo sguardo fisso sulla qualità della ricerca, sull’eccellenza della didattica e sull’integrazione con la realtà clinica. In seguito, sono state attivate anche le Scuole di specializzazione che danno l’opportunità, dopo aver raggiunto il traguardo della laurea, di proseguire il proprio percorso formativo verso la professione medica all’interno dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino.
Il pomeriggio è stato l’occasione per ritornare alle tappe del progetto. Dall’inizio, con l’intesa con l’Università di Verona, all’accreditamento del luglio 2020. I primi test di ammissione si svolsero sempre nel 2020 a settembre, le lezioni iniziarono a ottobre. A novembre 2020 fu poi la volta dell’inaugurazione della sede a Palazzo Consolati, mentre a febbraio dell’anno successivo nacque il Cismed. Tra i passaggi principali si ricordano poi il reclutamento dei docenti clinici e l’apertura della sala chirurgica operatoria robotizzata (ottobre 2023), la prima challenge dedicata alla Medicina (febbraio 2024) e l’istituzione della Scuola di Medicina interateneo, la prima in Italia (aprile 2024). L’introduzione delle prime specializzazioni risale al novembre 2024: si iniziò con Anestesia Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore; Neurologia e Radiodiagnostica. A queste si sono aggiunte nel 2025 Anatomia patologica e Medicina d’emergenza-urgenza e a partire dal prossimo anno accademico le Scuole di specializzazione interateneo con l’Università di Verona in Geriatria, Igiene e Medicina preventiva, Otorinolaringoiatria e il dottorato in Medicina di precisione centrata sulla persona. Oggi le prime 28 lauree.
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