Il provvedimento, adottato d'intesa con il Rettore dell'Università per le parti riguardanti l'attività integrata e sentiti i pareri del Consiglio di direzione e del Collegio per il governo clinico, arriva al termine di un percorso di ascolto dei responsabili di diverse componenti aziendali.
Come definito nell’Atto aziendale Asuit orienta ogni azione di governo al rispetto di valori quali l'universalità e l'uguaglianza, impegnandosi ad azzerare le discriminazioni per garantire pari opportunità di accesso ai servizi. Persegue la prossimità territoriale e la continuità dei percorsi di cura, tutelando al contempo il diritto di scelta e la libertà del cittadino in un quadro di sostenibilità economica. L'assistenza è centrata sulla persona e sulla famiglia attraverso un'alleanza terapeutica basata sulla fiducia e su strategie di medicina personalizzata. L'Azienda adotta inoltre l'approccio One Health per integrare la salute umana, animale e ambientale, favorendo la promozione della salute e la prevenzione come funzioni strategiche trasversali. Infine, valorizza la partecipazione attiva e l'accountability attraverso l'ascolto dei cittadini e la trasparenza sui risultati di salute e di ricerca raggiunti.
L’Atto aziendale Asuit introduce nuovi fondamenti di cultura organizzativa quali ad esempio una governance diffusa e partecipativa, nuove modalità di promozione della sicurezza della cure e dei lavoratori, la valorizzazione delle competenze e la creazione di ambienti di lavoro positivi e inclusivi. L'Atto recepisce inoltre le sfide tecnologiche attuali inserendo tra i propri fondamenti la cybersecurity e l'uso virtuoso dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo è sviluppare sistemi di Digital Health (come ad esempio interoperabilità dei dati, big data, intelligenza artificiale) a supporto della progettazione, implementazione e revisione dei processi clinico‑assistenziali e tecnico-amministrativi, delle attività di ricerca.
Il modello organizzativo di Asuit si fonda sull'integrazione di tre dimensioni fondamentali per rispondere alla complessità del contesto sanitario trentino: la dimensione produttiva e abilitante, quella locale e quella professionale. La dimensione produttiva eroga le prestazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza (Lea) tramite le Articolazioni organizzative fondamentali (Servizio ospedaliero provinciale, Distretti, Dipartimento di prevenzione), Dipartimenti e Unità operative (comprese le strutture semplici dipartimentali), mentre quella abilitante fornisce il supporto tecnico, amministrativo e di governance necessario alle strutture della dimensione produttiva (Dipartimenti tecnico – amministrativi, di governance e staff). La dimensione locale presidia le strutture fisiche, come ospedali e case della comunità, garantendo l'integrazione dei servizi sul territorio, la sicurezza e le funzioni igienico-sanitarie. La dimensione professionale presidia la gestione e lo sviluppo delle risorse umane all’interno di gruppi professionali, riconoscendo il contributo specifico dei singoli e l’integrazione come elementi fondamentali per generare valore e raggiungere l'eccellenza in assistenza, didattica e ricerca.
I Dipartimenti rappresentano il fulcro della dimensione produttiva di Asuit, aggregando unità operative e strutture semplici per affinità clinica e assistenziale. Si classificano in ospedalieri, territoriali e transmurali per garantire una gestione unitaria delle funzioni sanitarie. Gli obiettivi principali includono il miglioramento dei processi produttivi, l'integrazione delle risorse e la promozione della ricerca e della didattica. Asuit ha scelto di identificare inizialmente tutti i dipartimenti come Dipartimenti ad attività integrata (DAI), al fine di coinvolgere quanto più possibile le unità operative nei percorsi di didattica e ricerca, di innovazione e di diffusione di buone pratiche. L'individuazione dei DAI e delle strutture a direzione universitaria avviene d'intesa con il Rettore dell’Università di Trento. Per le attività ospedaliere, i DAI si raccordano con il Servizio ospedaliero provinciale, mentre per quelle territoriali con i distretti. I dipartimenti afferenti al SOP sono: Emergenza (transmurale), Anestesia e rianimazione, Chirurgico, Neuroscienze, Chirurgie cervico-oro-facciali, Cardio-toraco-vascolare, Ortopedico traumatologico, Ostetrico ginecologico (transmurale), Pediatrico (transmurale), Medico, Anziani e longevità (transmurale), Scienze radiologiche e imaging medico, Patologia e medicina di laboratorio. In attesa dei futuri interventi normativi sull'integrazione socio-sanitaria viene confermato l’assetto territoriale attuale (distretti e unità organizzative territoriali): afferiscono al direttore sanitario i dipartimenti Cure primarie e Riabilitazione (transmurale) mentre al direttore dell’Integrazione socio sanitaria il Dipartimento salute mentale (transmurale).
Una particolare rilevanza è stata data alla promozione della salute e alla prevenzione che devono divenire mission fondamentali di tutti i servizi sanitari della nuova Asuit con l’introduzione di Percorsi di prevenzione, terapia, diagnosi, assistenza e riabilitazione (PPTDAR) che vedono nello sviluppo di presa in carico del cittadino anche aspetti preventivi.
Il Consiglio di direzione viene integrato dalla figura del direttore assistenziale, che sarà nominato dalla prossima direzione generale, con il compito di promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle professioni sanitarie. Viene poi istituito il Responsabile scientifico, che è già stato nominato d'intesa con il Rettore, nella figura del professor Vito Racanelli, con il compito di promuovere e coordinare le attività di ricerca svolte congiuntamente da Asuit e Università assicurandone la coerenza con le priorità assistenziali. Infine viene istituito il Comitato di indirizzo, organo già nominato dalla Giunta provinciale incaricato di garantire la coerenza tra programmazione assistenziale e obiettivi scientifico-didattici.
L’Atto aziendale Asuit è operativo da oggi, 1° aprile, mentre per garantire la continuità dei servizi, l'assetto dei nuovi Dipartimenti ad attività integrata prenderà l’avvio formale dal 1° maggio prossimo. Le norme transitorie prevedono inoltre che i titolari degli incarichi attuali mantengano le proprie funzioni fino a nuova nomina o a scadenza naturale. Fino alla nomina del direttore assistenziale le relative funzioni saranno svolte dal direttore sanitario.




