Da marzo 2025 a febbraio 2026 i professionisti sono stati impegnati in un’importante attività clinica, con più di 450 visite ambulatoriali e 80 interventi chirurgici effettuati. L’attività formativa, oltre all’insegnamento frontale tradizionale, è stata condotta con la didattica della simulazione, metodologia a cui i medici eritrei non erano mai stati esposti e che è stata accolta con partecipazione e entusiasmo.
La mortalità causata dal trauma nell’Africa subsahariana è, tristemente, una tra le più alte del pianeta e i dati a disposizione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano la possibilità di un drammatico aumento dell’injury-related mortality nelle nazioni a reddito basso e intermedio nei prossimi anni. I dati risultano ancora più critici se si considera che gli eventi traumatici interessano prevalentemente giovani adulti in età lavorativa, venendo quindi a costituire una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica nei paesi africani. L’Eritrea, con 37,9 decessi ogni 100mila abitanti secondo l’OMS, non fa eccezione e anzi ha uno dei tassi di mortalità per incidenti stradali più alti del mondo proprio tra i bambini e giovani di età compresa tra i 2 e i 29 anni.




