Noemi al Trentodoc Festival: "Visualizzo i sogni per vederli avverare"
Ripercorrere un itinerario artistico lungo diciassette anni significa intrecciare il valore delle parole e delle emozioni con una costante ricerca personale, raccontata da una delle voci più autentiche della scena italiana. L'incontro "Noemi: forte come il glicine", inserito nel ciclo Sparkling Stories, si è svolto al Chiostro degli Agostiniani. La cantautrice ha dialogato con la Roberta Scorranese e Manuela Croci - rispettivamente caporedattrice e vice caporedattrice della redazione Eventi Culturali e Inserti Speciali di Corriere della Sera - intervallando la chiacchierata con alcune canzoni (Briciole, Natural Woman, Albachiara, Sono solo parole, tra le altre) eseguite al pianoforte nella suggestiva location del Chiostro, riscoprendo la sua anima soul dell’inizio.Dall'esordio a X Factor nel 2009 alle sette presenze sul palco di Sanremo, il percorso della cantautrice ha attraversato palcoscenici e collaborazioni di primo piano. Nel corso della serata la cantante ha ripercorso le tappe chiave della propria carriera: "Ho iniziato suonando Wilson Pickett sul litorale romano. A X Factor, da Veronica Scopelliti sono diventata Noemi. Da allora sono passati diciassette anni, volati via veloci. Ho avuto la fortuna e la costanza di collaborare con figure straordinarie come Fiorella Mannoia e Vasco Rossi. Nel 2006 ero a un suo concerto all'Olimpico e sognavo un suo brano: anni dopo è arrivata Vuoto a perdere. Avevo visualizzato a lungo quella possibilità e si è avverata, così come è stato un onore ritrovare Sono solo parole in un film di Nanni Moretti. Anche i giovani artisti guardano alla mia musica, come Nite che ha ripreso Briciole nel suo singolo Astronauta".
Parlando delle ultime uscite discografiche, Noemi si è soffermata sui progetti più recenti: "Questo è stato un anno importante, che mi ha portato verso sonorità differenti. Bianca è nata da una sintonia insolita, mentre a fine maggio è uscito Tu cosa fai stasera, un pezzo nato con Vito Salamanca e Paolo Antonacci che richiama la leggerezza di Pedro di Raffaella Carrà e invita a vivere senza trasformare tutto in un dramma". Ampio spazio è stato dedicato alla sfera personale, dal legame profondo con gli strumenti fino al tema del benessere: "Il mio rapporto con il pianoforte è quello che si ha con un grande amico. Durante l'adolescenza, che ho vissuto in modo solitario, mi ha fatto molta compagnia dopo aver visto il film Lezioni di piano. La musica richiede disciplina e studio. Negli anni è cambiato anche il rapporto con il mio corpo: da piccola facevo il bagno con la maglietta, oggi invece ho capito che prendersi cura di sé non è un vezzo ma una ricerca di salute. Si parla molto di body shaming, ma l'essenziale è stare bene con se stessi". Non sono mancati aneddoti e battute spontanee con il pubblico: "Sanremo? L'atmosfera è sempre carica di tensione. Anche dopo molte partecipazioni, noi del segno dell'Acquario sentiamo quella pressione in modo fortissimo". Un pensiero è andato anche al calcio e alla sua città d'origine, con un saluto speciale inviato a Francesco Totti nel giorno del suo cinquantesimo compleanno.
Il Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trentodoc e Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera.
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