Al centro della tre giorni il modello viennese di edilizia sociale e abitativa, considerato un’esperienza di particolare interesse per la capacità di combinare accessibilità economica, qualità urbana e mix sociale. L’obiettivo della visita è stato quello di approfondire non soltanto le modalità di realizzazione degli alloggi, ma l’intero sistema di governo dell’abitare: dalla disponibilità e gestione pubblica dei terreni al ruolo delle cooperative non profit, dalla regolazione del mercato privato agli strumenti urbanistici, fino alla progettazione di quartieri dotati di servizi di prossimità.
Un'attenzione particolare è stata dedicata alla cosiddetta “fascia grigia” della domanda abitativa: persone e famiglie che, pur disponendo di un reddito superiore alle soglie previste per l’accesso all’edilizia sociale tradizionale, incontrano difficoltà a sostenere i costi del mercato privato. Una condizione che pone nuove sfide alle politiche pubbliche e richiede strumenti capaci di ampliare e diversificare l’offerta abitativa.
La visita ha permesso quindi di mettere a confronto approcci diversi e di approfondire il rapporto tra politiche della casa, pianificazione urbana e coesione sociale. Il modello viennese è stato osservato nella sua dimensione concreta, attraverso il ruolo svolto dal Comune e dagli altri soggetti pubblici, dalle cooperative non profit e dai promotori immobiliari, con l’obiettivo di individuare elementi potenzialmente utili anche nel contesto trentino.
Il percorso ha dunque toccato alcuni esempi significativi dell’abitare della capitale austriaca: Sonnwendviertel, per l’integrazione tra edilizia sovvenzionata, servizi e spazi pubblici; Aspern Seestadt, per la pianificazione urbana e la diversificazione dell’offerta abitativa; il progetto residenziale partecipativo [ro*sa] Donaustadt, per l’abitare partecipativo e inclusivo in un’ottica di genere; Sargfabrik, per le esperienze cooperative e comunitarie. Nella visita il gruppo è stato accompagnato dal professor Michael Obrist, docente alla TU Wien ed esperto di social housing, assieme all’architetto trentino Marco Chisté, che vive e lavora a Vienna e ha messo a disposizione la sua esperienza professionale e la conoscenza diretta del contesto austriaco.
“Il confronto con Vienna e in generale con le politiche a livello europeo che chiamano in causa iniziativa pubblica, accessibilità della casa e qualità urbana - aggiunge Marchiori - è utile perché ci permette di capire quali strumenti possono essere adattati alle esigenze del Trentino. Non si tratta di importare un modello, ma di raccogliere esperienze e soluzioni per consolidare una politica dell’abitare sempre più capace di rispondere ai bisogni delle famiglie e alle trasformazioni del territorio”.
La delegazione ha riunito competenze istituzionali e professionalità diverse. Per la Provincia autonoma di Trento erano presenti, oltre all’assessore Marchiori, il dirigente generale Walter Viola e la dirigente Iliana Olivo, accanto a rappresentanti di Comune di Trento, Tavolo provinciale per l’economia solidale trentina, CoopCasa, Banca Etica e CSV Trentino.




