Sabato, 26 Settembre 2026 - 13:51 Comunicato 2771

L’ incontro con Martina Miccichè, la storia di Matteo Porru e lo spettacolo “Quando diventerò piccolo” chiudono la 15esima edizione del Festival dell’educazione, domenica 27 settembre a Rovereto
EDUCA: La felicità oltre i confini, i like e il successo

La felicità come esperienza condivisa, oltre i confini tra umano e non umano; le piccole gratificazioni dei social e il modo in cui influenzano la nostra idea di benessere; il rapporto tra talento, riconoscimento e realizzazione personale. Sono alcune delle prospettive con cui EDUCA affronta la giornata conclusiva della XV edizione, domenica 27 settembre a Rovereto, accanto a laboratori, attività per famiglie e uno spettacolo dedicato al tema della crescita.

Alle 10 nella Sala Conferenze di Palazzo Fedrigotti, “Le domande (invisibili) degli adolescenti” propone un confronto a cura di IPRASE e Università di Trento, con Giulio Bertamini, Chiara Bonuzzi e Greta Sergi, moderato da Anna Serbati. Una riflessione sul mondo emotivo degli adolescenti e sui bisogni che spesso restano dietro silenzi e provocazioni. A partire dal progetto Scoprirsi liberamente, l’incontro presenta anche la figura del docente FaBER (Facilitatore del Benessere Emotivo e Relazionale), impegnato a promuovere a scuola competenze socio-emotive e benessere relazionale. 

Alle 11.15 Martina Miccichè sarà protagonista di L’umano e oltre. Ripensare i confini per una felicità condivisa, dialogo moderato da Lorenzo De Preto. La felicità viene osservata a partire dalla possibilità di includere soggettività diverse – donne, uomini, persone queer, animali non umani – mettendo in discussione gerarchie e separazioni tra le forme della vita. Al centro del confronto la ricerca di nuove forme di convivenza, capaci di tenere insieme differenza e appartenenza, libertà individuale e benessere comune.

Alle 11.45, nell’Aula Magna di Palazzo Piomarta,Educa Immagine propone il primo appuntamento del ciclo Educa Immagine POP, Piccole dosi di felicità. Like e altre ricompense della vita digitale. Cruda (@psicologacruda), Paolo Bonafede e Duccio Canestrini, moderati da Michele Marangi, partiranno dalle gratificazioni immediate offerte dai social – un like, un contenuto divertente, un nuovo follower – per interrogarsi sul rapporto tra ricompense digitali e forme di benessere che si costruiscono più lentamente attraverso relazioni, progetti condivisi e senso di appartenenza. L’obiettivo non è contrapporre online e offline, ma comprendere come riconoscere e bilanciare forme diverse di felicità.

Alle 15, “Oltre il podio. Crescere in campo”, a cura di EDUCA in collaborazione con AquiLab interroga Massimo Crespi e Marco Mordente, moderati da Massimo Komatz, sul rapporto tra sport, crescita e felicità. Vincere è importante, ma non può coincidere con l’obbligo del trionfo: lo sport è anche incontro, confronto, fatica condivisa e capacità di misurarsi con i propri limiti. 

Alle 16 nella Sala Conferenze di Palazzo Fedrigotti, Le ragioni di bambini e bambine. Leggere, ascoltare: gesti di cura per l’infanzia, a cura del Comune di Rovereto, con Giovanna Zoboli, in dialogo con Silvana Buono, propone una riflessione sull’ascolto e sulla lettura come gesti di cura. A dieci anni da Venti buone ragioni per regalare un libro a un bambino, la casa editrice Topipittori pubblica Venti buone ragioni per ascoltare un bambino: due libri che invitano adulti ed educatori a rallentare, riconoscere la voce dei più piccoli e costruire attraverso la lettura e l’ascolto uno spazio di relazione.

Alle 17 a Palazzo Piomarta, Matteo Porru sarà protagonista di Quello che i premi non raccontano, moderato da Giancarlo Sciascia. Scrittore, giornalista e autore pluripremiato, Porru parte dalla propria esperienza per interrogare il rapporto tra talento e successo e le aspettative che accompagnano il riconoscimento. La sua storia invita a guardare oltre i risultati raggiunti e a considerare la crescita come un percorso costruito nel tempo, attraverso impegno, fatica, relazioni e capacità di dare significato alla propria esperienza.

Alle 18, al Teatro Zandonai, la XV edizione di EDUCA si conclude conQuando diventerò piccolo, spettacolo a cura della Compagnia Abbondanza/Bertoni di e con Sergio Beercock, produzione Babel. Il lavoro attraversa il tema della crescita attraverso il mondo dell’infanzia, tra giochi, videogiochi, fumetti, relazioni e immaginazione, interrogandosi su cosa significhi diventare grandi e sulla possibilità di ritrovare il bambino che è parte di ogni adulto. Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Sergio Beercock, performer che intreccia corpo, voce e musica elettronica, e il “poeta” Bruno Tognolini. Lo spettacolo fa parte della rassegna VIVA!

La domenica di EDUCA mantiene aperto anche lo spazio di corso Bettini, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18, con attività libere e gratuite per bambini e famiglie. Libri, sport, scienza, natura, musica e creatività si incontrano in laboratori e proposte pensate per età diverse. Tra gli appuntamenti della giornata, alle 11 e alle 16, HAPPINESS porta nel cuore del festival uno spettacolo acrobatico per grandi e piccoli, che affronta con ironia e leggerezza la domanda su cosa significhi essere felici.

Tutte le attività di EDUCA sono gratuite con iscrizione obbligatoria, ad eccezione delle attività animative di corso Bettini, che non richiedono iscrizione. Il programma completo è disponibile su www.educaonline.it.

EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto. Ideato da Consolida che lo organizza in collaborazione con Superflùo, con il supporto scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Demarchi e il sostegno di Cooperazione Trentina e Promocoop.

Info
+39 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17)
info@educaonline.it www.educaonline.it
IG educa_rovereto
FB festivaleduca

(sdv)


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