Venerdì, 12 Giugno 2026 - 14:05 Comunicato 1766

Nel volume anche indicazioni per le politiche trentine oltre l'approccio assistenzialistico
Presentato a Trento il volume “Linee di cresta”: «La cultura è un elemento chiave per il ripopolamento»

È stato presentato ieri in Piazza Santa Maria Maggiore a Trento il volume Linee di cresta, pubblicazione di Fondazione Franco Demarchi che raccoglie i contributi di dodici studiose e studiosi intervenuti al Convegno Arco Alpino 2024.
Nel volume, anche indicazioni per le politiche trentine che vanno oltre l'approccio assistenzialistico: «La montagna non è un territorio da salvare, ma un laboratorio da abitare», ha sottolineato l'assessore alle politiche per la casa Simone Marchiori.
Trento, presentazione volume “Linee di cresta” [ Fondazione FRANCO DEMARCHI]

Il libro “Linee di cresta” propone un'analisi multidisciplinare delle trasformazioni che interessano le aree montane italiane, affrontando temi che spaziano dalla demografia all'antropologia, dalla filosofia al welfare, fino all'architettura.

I temi principali sono stati snocciolati ieri alla conferenza di presentazione in Piazza S. Maria Maggiore moderata da Federico Zappini. La presentazione è parte del programma Sognare insieme, Costruire insieme promosso dalla Fondazione, in collaborazione con il neonato gruppo di #FareComunità, che vedrà numerosi eventi sulla piazza – e durante l’autunno anche all’interno del nuovo Hub Culturale della Fondazione LOOM – e con l’intento di rivitalizzare Piazza Santa Maria Maggiore e il quartiere della Portela.

Al centro della riflessione vi è l'idea che la montagna non debba essere considerata un territorio marginale da preservare, ma uno spazio vivo da abitare e progettare. Il volume evidenzia come, accanto ai fenomeni di spopolamento che hanno segnato il passato, emergano oggi nuove opportunità grazie all'arrivo dei cosiddetti “nuovi montanari”. «Una tendenza che – sottolineano gli autori – richiede però politiche integrate, relazioni solide tra comunità e una visione capace di superare la tradizionale contrapposizione tra centro e periferia».

Ampio spazio è dedicato al ruolo della cultura come fattore di attrattività e di permanenza delle giovani generazioni, alla necessità di costruire processi di riconoscimento reciproco tra residenti storici e nuovi abitanti e alle esperienze di welfare generativo e rigenerazione del patrimonio edilizio inutilizzato.

Dal volume emergono anche indicazioni per le politiche trentine della montagna: superare approcci assistenziali, investire sulla cultura come leva di coesione sociale e promuovere una governance partecipata che valorizzi il patrimonio esistente e rafforzi la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e comunità locali.

«Questo volume offre uno sguardo approfondito su un tema centrale per il futuro del Trentino: la capacità delle comunità di montagna di affrontare il cambiamento senza perdere la propria identità. Le terre alte non rappresentano soltanto una parte fondamentale della nostra storia – ha dichiarato l'assessore alle politiche per la casa Simone Marchiori – ma possono essere protagoniste anche del nostro futuro, se sapremo sostenerne la vitalità e l'attrattività. In tal senso, le positive esperienze di co-living avviate in diverse realtà del territorio dimostrano che, quando si creano le condizioni giuste, è possibile contrastare lo spopolamento, attrarre nuove energie e rafforzare il tessuto sociale delle nostre comunità. La sfida è continuare a costruire territori vivi, dinamici e accoglienti, valorizzando le loro peculiarità e il loro straordinario patrimonio umano e culturale».

«La montagna può davvero essere un laboratorio di futuro attrverso l'innovazione sia del welfare che culturale. Un esempio, in ambito abitativo e che seguiamo come Fondazione, è il progetto Rival», ha concluso Paolo Decarli, presidente di Fondazione Franco Demarchi.

A proposito del libro:

La pubblicazione “Linee di cresta. Abitare, abitudini, altitudini” è edito Donzelli Editore ed è curato dalle ricercatrici di Fondazione Franco Demarchi Liria Veronesi e Valentina Chizzola, insieme a Paolo Costa, filosofo e ricercatore di Fondazione Bruno Kessler.

Immagini e interviste a cura dell'Ufficio stampa della Provincia:
https://drive.google.com/drive/folders/1L4yUuLupmdAYCTW7ZXyUdlUOJM9sxvgr?usp=drive_link 

(av)


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