La storia di Porru porta dentro di sé una riflessione sul rapporto tra capacità, riconoscimento e costruzione di sé. Scrittore, giornalista e autore pluripremiato, è stato indicato tra gli Under 25 più promettenti al mondo da D di Repubblica e tra gli under 40 più influenti della cultura italiana da Fortune. Ma i riconoscimenti, per quanto raccontino una parte del percorso, non restituiscono la complessità di una storia personale: non dicono della fatica, delle esperienze difficili, delle scelte, delle relazioni e del tempo necessario per trasformare le proprie capacità in possibilità. È proprio questo scarto tra talento e risultato il punto di partenza dell’incontro. In una società che tende a rendere visibile soprattutto ciò che viene premiato, riconosciuto e condiviso, parlare di talento significa anche chiedersi quanto il valore di una persona finisca per essere legato alla sua capacità di raggiungere determinati traguardi. E, soprattutto, cosa accade quando il successo diventa la misura attraverso cui guardare a sé stessi e agli altri.
Il percorso di Porru suggerisce invece un’altra prospettiva: le capacità non sono qualcosa di compiuto una volta per tutte, ma si costruiscono nel tempo, attraverso impegno, fatica ed esperienza. Anche gli ostacoli possono diventare parte di questo processo, non come tappe da cancellare, ma come elementi attraverso cui comprendere meglio chi si è e quale direzione dare al proprio percorso. Da qui il legame con il tema “Forme di felicità” scelto per la XV edizione di EDUCA. Se il successo tende a misurare ciò che si raggiunge, la felicità chiama in causa anche il modo in cui si attraversa il percorso: la possibilità di dare significato alle proprie esperienze, di costruire relazioni e di trovare un proprio modo di stare nel mondo. Non una condizione da raggiungere insieme a un risultato, quindi, ma una dimensione che può essere riconosciuta anche dentro un percorso ancora aperto.
MATTEO PORRU
Scrittore, giornalista pubblicista e conduttore, esordisce a 16 anni con diversi racconti digitali. Nel 2019 vince la sezione Giovani del Premio Campiello con Talismani e il Premio Zingarello con Madre Ombra. Con Il dolore crea l’inverno (Garzanti, 2023), pubblicato anche in Francia, vince il Grand Prix di Livre e il Prix Une terre, Un ailleurs. Nel 2024, entra nella giuria del Premio Solinas e scrive la drammaturgia Cobalto per il Teatro Stabile del Veneto. In Rai conduce Itaca – Un mare di storie (2025) e UNDER25 (2026), il suo primo programma da solista.
EDUCA è promosso dalla Provincia autonoma di Trento, dall’Università degli Studi di Trento e dal Comune di Rovereto. Ideato da Consolida che lo organizza in collaborazione con Superflùo, con il supporto scientifico di Iprase, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Demarchi e il sostegno di Cooperazione Trentina e Promocoop.
Info
Domenica 27 settembre, ore 17
Aula Magna, Palazzo Piomarta, corso Bettini 84, Rovereto (TN)
E se la felicità fosse un talento? Quello che i premi non raccontano
Con Matteo Porru, modera Giancarlo Sciascia
A cura di EDUCA
L’attività è gratuita, con iscrizione obbligatoria
+39 342 1281843 (dal lunedì al venerdì, ore 9-17)
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