Benda sugli occhi e calice in mano: il Trentodoc alla prova del gusto
Sei calici davanti, nessuna etichetta e soprattutto nessun colore da osservare. I partecipanti sono bendati e il Trentodoc, questa volta, deve raccontarsi senza il primo indizio a cui siamo abituati ad affidarci: la vista. È il “Trentodoc Blind Testing Game”, l’esperienza condotta questo pomeriggio al Trentodoc Festival da Ilaria Lorini, miglior sommelier d’Italia 2025 dell’Associazione italiana sommelier (Ais), che ha trasformato la degustazione in una scoperta. I partecipanti sono stati guidati in un percorso attraverso i sensi. Dall’olfatto, distinguendo le diverse sensazioni, per arrivare al gusto e alle percezioni in bocca. Prima di conoscere le bottiglie, ciascuno ha indicato il campione preferito e quello meno apprezzato. Quindi, quando le etichette sono state scoperte, le impressioni sono state messe a confronto con i vini realmente degustati. È qui che Lorini ha illustrato le differenze tra le diverse espressioni di Trentodoc, legate ai vitigni, agli affinamenti e agli stili di produzione.
L’esperienza ha portato i partecipanti anche a riflettere sulla memoria olfattiva, che si costruisce nel tempo attraverso le esperienze quotidiane. Un patrimonio che può essere molto diverso da persona a persona e che dipende anche dai luoghi in cui si è cresciuti: dai piccoli borghi ai centri più popolosi. Chi ha vissuto a stretto contatto con la campagna, per esempio, può aver accumulato un repertorio di profumi diverso da chi è cresciuto in città.
L’esperienza ha dimostrato come per riconoscere le caratteristiche di un Trentodoc non sia necessario essere esperti: basta fermarsi, assaggiare e imparare a dare un nome alle proprie impressioni.
Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trentodoc e Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera.
Service video per le redazioni a questo link > https://mediacloud.siriofilm.com
(a.bg)
Immagini