Venerdì, 12 Giugno 2026 - 16:31 Comunicato 1771

Il MASAF, dopo il riconoscimento per latte e mele, riconosce Co.Di.Pr.A. Trento come Soggetto Gestore del Fondo IST Uva. Un traguardo storico per la gestione del rischio e la tutela del reddito delle imprese viticole
Co.Di.Pr.A. ottiene il riconoscimento del Ministero: nasce ufficialmente il primo Fondo IST Uva d’Italia

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, MASAF, ha ufficialmente riconosciuto Co.Di.Pr.A. Trento quale Soggetto Gestore del Fondo settoriale di stabilizzazione del reddito “Fondo IST Uva”, con decreto del 10 giugno 2026. Si tratta di un passaggio di straordinaria importanza che rende pienamente operativo quello che rappresenta il primo Fondo di stabilizzazione del reddito interamente dedicato al comparto vitivinicolo in Italia. Co.Di.Pr.A. ed il sistema Asnacodi Italia hanno richiesto con determinazione ed ottenuto l’ammissione del prodotto uva da vino fra i prodotti ammissibili stabiliti dal Piano di Gestione dei Rischi 2026 (PGRA 2026). Il riconoscimento ministeriale arriva al termine dell’istruttoria prevista dalla normativa nazionale ed europea e consente al Fondo di entrare a pieno titolo tra gli strumenti di gestione del rischio previsti dalla Politica Agricola Comune, con la possibilità di beneficiare dello straordinario sostegno comunitario con una percentuale di aiuto che può arrivare sino al 70%.

“L’agricoltura trentina dimostra da sempre una straordinaria capacità di innovazione e di adattamento, in grado di rispondere alle sfide di un contesto internazionale sempre più complesso. Tuttavia, accanto all’incremento continuo della qualità delle produzioni, oggi diventa sempre più importante garantire alle nostre imprese strumenti efficaci per affrontare la volatilità dei mercati e gli effetti dei cambiamenti climatici. In questa direzione va il riconoscimento ottenuto da Co.Di.Pr.A. Trento da parte del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per la gestione del Fondo IST Uva. Si tratta del risultato di un percorso costruito negli anni grazie alla collaborazione tra istituzioni, organizzazioni agricole e mondo cooperativo, sostenuto anche dall’impegno della Provincia autonoma di Trento nella promozione della gestione del rischio, della ricerca e dell’innovazione. Sostenere la redditività delle aziende significa, infatti, tutelare un settore economico strategico, garantire il presidio del territorio, la cura del paesaggio e il futuro delle comunità che vivono e lavorano nelle nostre valli. Per questo ogni passo avanti nella tutela delle imprese agricole rappresenta un investimento sul futuro del Trentino”. Così, l’assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali, Giulia Zanotelli.
Il Fondo IST Uva è il terzo fondo di stabilizzazione del reddito attivato dal Consorzio che, già dal 2019, agli albori dell’introduzione della normativa, grazie alla straordinaria visione e capacità di interpretare le nuove esigenze delle imprese agricole, aveva attivato questo innovativo strumento per il settore melicolo e lattiero caseario. “Il decreto del Ministero rappresenta un risultato di grande valore per il nostro territorio e per il nostro sistema vitivinicolo – commenta Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. –. Abbiamo lavorato con tutto il sistema agricolo trentino, la Provincia Autonoma di Trento, l’Università di Agraria di Padova e la nostra Associazione Nazionale Asnacodi Italia per cogliere immediatamente l’opportunità offerta dal PGRA 2026 anche per questo importante settore, a tempi di record, uno strumento innovativo che mette al centro il reddito dell’impresa agricola. Fondamentale è risultata la competenza ed efficienza nella valutazione dell’Autorità di Gestione del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, che ha consentito di renderlo operativo già dal 2026. Siamo convinti che, in un percorso continuo di evoluzione degli strumenti della gestione del rischio, sia fondamentale poter offrire ai nostri viticoltori una risposta concreta alle situazioni di crisi di mercato, alla volatilità dei prezzi e ai cambiamenti economici che sempre più spesso incidono sulla sostenibilità delle aziende e delle loro filiere. È un ulteriore tassello di un percorso che vede Co.Di.Pr.A. impegnato da anni nella attivazione e gestione di questi strumenti, grazie ai Partenariati Europei per l’Innovazione del 2017 e 2018 ed al costante lavoro di fare rete con il mondo delle organizzazioni professionali, dei produttori, della ricerca e delle istituzioni che porta a risultati importanti come questo, senza dimenticare i risultati straordinari ottenuti con i Fondi IST Mele e Latte sia per l’ammontare dei contributi comunitari incassati sulle annualità 2019-2023, già oltre 26 milioni di euro, sia per la capacità di intervenire in favore delle imprese agricole aderenti con quasi 14 milioni di euro già erogati alle aziende agricole dei due comparti con riferimento a cali di reddito importanti in annualità di crisi di mercato”.
Il Fondo IST Uva si affianca alle polizze assicurative agevolate e agli altri fondi mutualistici già attivi, intervenendo quando il reddito aziendale registra una riduzione significativa rispetto alla media storica. L’obiettivo è garantire una maggiore stabilità economica alle imprese viticole, rafforzandone la capacità di affrontare scenari sempre più complessi.
“Con questo riconoscimento si concretizza una visione che il Consorzio porta avanti da tempo: passare dalla sola tutela della produzione alla tutela del reddito dell’impresa agricola – sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. –. Il comparto vitivinicolo trentino rappresenta un’eccellenza economica e sociale del nostro territorio e merita strumenti all’altezza delle epocali sfide che caratterizzano l’intero sistema agricolo. Essere i primi in Italia è motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità verso i nostri soci e verso l’intero sistema agricolo. L’approccio di sinergia fra i diversi portatori di interesse e piena collaborazione consente di organizzare risposte ed attività in tempi celeri e ad alto valore di contenuti. Il mio appello quindi, è quello di aderire in maniera importante a questo strumento che rappresenterà un elemento fondamentale per la tenuta e la stabilità delle aziende vitivinicole trentine”.
Soddisfazione viene espressa anche da Andrea Berti, direttore di Asnacodi Italia: “Il riconoscimento del Fondo IST Uva conferma il ruolo dei Condifesa come laboratori di innovazione nella gestione del rischio. Oggi l’agricoltura non deve solo difendersi dagli eventi atmosferici, ma anche dalle crisi economiche e dalle forti oscillazioni dei mercati. Non si tratta semplicemente di dare il via ad un nuovo strumento tecnico: in un contesto di crisi sistemica e di caos mondiale, emerge con forza la necessità di strumenti capaci di intercettare l’incertezza e confinarla nel rischio della sua dimensione economica, interpretando efficaci e concreti strumenti per gli agricoltori, in una logica di approccio trasversale e integrato di gestione del rischio. Il fondo IST è una delle armi a nostra disposizione e l’esperienza maturata da Co.Di.Pr.A. apre una strada che potrà diventare un riferimento per tanti altri territori e per altre filiere produttive italiane. Come sistema, lavoriamo assiduamente per costruire soluzioni tecnologiche che ci consentano di saper leggere, interpretare, misurare e certificare condizioni ed effetti, attuali e futuri, delle diverse possibilità di adozione di strategie di mitigazione e di competitività delle imprese”.

Con oltre 100 milioni di euro di valore produttivo annuo espresso dal comparto viticolo provinciale, il Fondo IST Uva si candida a diventare un elemento strategico per la resilienza delle aziende agricole trentine e un modello di riferimento a livello nazionale. Questo nella piena convinzione che l’impegno degli agricoltori che affrontano quotidianamente le sfide produttive ed economiche debba essere tutelato con ogni strumento che possa contribuire a trasferire fiducia, tranquillità e visione. Le adesioni sono aperte attraverso il sito di Co.Di.Pr.A. (www.codipra.it), mentre prosegue il confronto sul territorio con i viticoltori.

(us)


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