Ma le similitudini di attitudine e di storia tra Giulia Murada e Thibault Anselmet non si concludono qui. “Da piccola odiavo sciare – ha raccontato Murada - “vivo in Valtellina e di conseguenza i miei genitori hanno fatto per me quella che è un po’ una scelta naturale del luogo, iscrivermi ai primi corsi di sci. Ma io odiavo le discese. Le odiavo perché arrivavo sempre ultima. Eppure, crescendo, qualcosa è cambiato: mio papà, sci-alpinista, mi aveva convinta che se fossi andata “al contrario” (quindi in salita, come previsto dallo skimo n.d.r.) mi sarebbe piaciuto di più. Aveva ragione. Anzi, oggi ho scoperto che se mi guadagno la discesa con la fatica, poi non la odio più così tanto”. Stesso percorso, anche se meno fatto di “inimicizie” quello di Anselmet : “Anch’io ho iniziato per via di mio padre. Credo che la nostra fortuna sia stata un po’ essere calati nel contesto, un po’, mi viene da dire, la genetica”.
Ma cos’è cambiato allora dallo skimo dei padri a quello dei figli? In primis la presenza alle Olimpiadi. “Essere la generazione che ha aperto le porte a questa disciplina è un grande privilegio, una grande fortuna. Mio papà non se lo sarebbe mai neanche immaginato, eppure abbiamo avuto questa opportunità. Le Olimpiadi, per me sono state un’emozione su tutta la linea, dall’essere selezionati, alla vittoria delle medaglie. Non è mancata però certo la pressione…”
Una pressione di cui ha parlato anche Giulia, sul palco del Festival: “Per me la combinazione di Olimpiade, debutto dello sci-alpinismo, e Olimpiade in casa è stata devastante. Ho fatto di tutto per prepararmi ma la verità è che purtroppo non sai mai come prepararti per qualcosa che è la prima volta che fai. Di conseguenza non è andata bene: non ho gareggiato come avrei voluto e saputo fare, non ho messo sul campo la mia versione migliore e mi è dispiaciuto tantissimo”.
Però lo sguardo sul futuro – anche grazie alla Coppa del Mondo di cui si diceva sopra – resta positivo e grintoso: “L’obiettivo, visto che i francesi hanno ottenuto in totale 3 medaglie nei Giochi italiani, è prenderne di più alle prossime in Francia” – ha concluso.




