Uno degli applausi più lunghi che la Sala Filarmonica abbia visto in questa edizione del Festival dello Sport di Trento ha accolto Andy Díaz, campione europeo e primatista italiano del salto triplo, che a Birmingham ha volato a 18,15 metri, a soli 14 centimetri dal record del mondo. A rendere la sua presenza ancora più speciale, mamma Milagros, la nonna e il papà, arrivato, quest’ultimo, in Italia da pochi giorni. “Il mio obiettivo è portare qui tutta la mia famiglia: i miei cugini, mia zia, l’altra mia nonna”, ha sorriso Andy.
La storia della stella italiana del salto triplo, ormai, si conosce: nel 2021, durante lo scalo a Madrid della delegazione cubana di ritorno da Tokyo, Andy Díaz è fuggito dall’aeroporto e ha scelto di non tornare a Cuba. Arrivato in Italia con poco più delle sue scarpe da gara, ha trovato in Fabrizio Donato l’uomo che gli ha offerto prima di tutto una casa, la sua.
“Non avevo un posto dove stare. Fabrizio mi ha dato una seconda vita, una rinascita”, ha raccontato. Una presenza che per Andy è stata molto più di quella di un allenatore: “È come un fratello maggiore”. A lui, insieme alla Guardia di Finanza e alle persone che gli sono rimaste accanto, ha attribuito gran parte di ciò che è riuscito a costruire.
Da quella rinascita è arrivato un campione che agli Europei di Birmingham ha firmato una delle imprese più importanti della sua carriera.
In finale Andy ha conquistato l’oro nel salto triplo con 18,15 metri, nuovo record italiano e quarta miglior misura di sempre nella storia della specialità: una prestazione che lo ha portato a soli 14 centimetri dal record del mondo di Jonathan Edwards, 18,29 metri del 1995. Eppure, dopo aver superato i 18 metri, Andy ha continuato a cercare ancora di più, con l’obiettivo dichiarato di attaccare il primato.
Alle sue spalle è arrivato Pedro Pablo Pichardo, il rivale cubano che nel 2023 lo aveva battuto dicendogli che gli mancava ancora qualcosa. Stavolta Andy si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, concedendo al connazionale “solo” l’argento, con 17,76 metri. Il recrd del mondo è rimasto a 14 centimetri di distanza. “Per ora”, specifica Díaz.
A raccontare l’Andy lontano dalla pedana è stata invece Milagros, che ha ricordato il figlio da bambino: socievole, sempre pronto a ridere, a portare gli amici a casa e a trasformare ogni giornata in una festa. È stata lei ad accompagnarlo nello sport, anche se, come ha raccontato sorridendo, avrebbe preferito avvicinarlo all’arte e alla cultura: “Io lo portavo a teatro, provavo a fargli ascoltare musica, ma lui voleva solo andare a saltare”.
Oggi, Milagros si è detta orgogliosa del figlio e ha raccontato anche la sua nuova vita in Italia, dove ha aperto una pescheria a Ponte Milvio, a Roma, e ha iniziato una nuova sfida: imparare la lingua e “far assaggiare il pesce del Lazio a tutti”.
La nuova sfida di Andy, invece, lo ha visto debuttare come ballerino a Ballando con le Stelle proprio ieri. Sul palco del Festival ha riproposto i passi della salsa insieme a Milagros, in un’esibizione a due tra sorrisi e applausi, che ha riportato Andy per qualche minuto alle sue radici cubane.
Infine, il campione ha guardato avanti. Dopo il bronzo olimpico di Parigi, ha indicato Los Angeles 2028 come il prossimo grande traguardo e ha confermato di voler continuare a lavorare per migliorare il salto e inseguire quel record del mondo che gli è sfuggito a Birmingham.
Ma tra gli obiettivi più importanti ne ha indicato anche uno lontano dalla pedana: riportare la famiglia allargata più vicina a sé, dai cugini agli zii, fino all’altra nonna, e poter condividere con loro la vita che si è costruito qui. “Sono venuto in Italia perché volevo che alla mia famiglia non mancasse niente”.




