Sulla consueta tribuna allestita per ospitare i tanti campioni, le otto ‘bandiere’ juventine si sono alternate al microfono tra aneddoti divertenti, racconti di spogliatoio e il ricordo di Vialli prima di ogni altro discorso: “Persone come lui non moriranno mai perché hanno lasciato il segno” ha ricordato Padovano.
Poi le partite che hanno scandito il percorso in Champions League e il ricordo dell’allenatore che ha portato la Juventus alla vittoria: “Lippi è stato la persona che ha fatto nascere in noi la possibilità di conquistare quel trofeo con il suo esempio e la motivazione che costantemente ci ha dato” ha ricordato Ferrara. “Eravamo uomini, ma soprattutto fratelli, uniti – ha aggiunto Di Livio. – È stato l’elemento che ci ha distinti. Quando restavi fuori, facevi il tifo per chi giocava al posto tuo”.
Tra i ricordi, dopo un girone superato senza troppe difficoltà (eccezion fatta per la storica trasferta nella neve di Bucarest che costò alla Juventus un doppio viaggio in Romania), è stato dato ampio spazio al racconto della partita contro il Real Madrid: sconfitti uno a zero all’andata, al ritorno i bianconeri hanno ribaltato il risultato con un netto due a zero. “Alla Juventus ho cambiato mentalità, ho potuto giocare nella più forte di sempre” ha spiegato Padovano, autore della seconda rete, mentre per Peruzzi è stata “la partita più difficile di tutte”.
Poi la semifinale con il Nantes ed infine l’ultima sfida con l’Ajax, vinta ai calci di rigore. “Il giorno prima, durante la rifinitura, ho voluto provare un rigore. L’unico rimasto era il magazziniere, quindi gli ho chiesto di stare in porta e almeno mi sono allenato…” ha ricordato Pessotto con un sorriso. “È stato un momento indimenticabile, abbiamo coronato un sogno” ha concluso Ferrara.
Durante il pomeriggio, non sono mancati inoltre i video-saluti di Antonio Conte, Paulo Sousa e Fabrizio Ravanelli: ognuno di loro ha ricordato con emozione il gruppo che ha trionfato all’Olimpico di Roma nel 1996.




