Domenica, 04 Ottobre 2026 - 13:54 Comunicato 2940

Nadia Battocletti e Malika Ayane, quando la corsa incontra la musica

Malika Ayane e Nadia Battocletti duettano sul palcoscenico del Festival dello Sport di Trento, tra musica e atletica, emozioni e fatica, raccontando due percorsi diversi ma uniti dalla stessa necessità di prepararsi, affrontare le difficoltà e trovare il proprio ritmo. All'interno del panel “La corsa è musica”, la cantante e la campionessa trentina, intervistate da Antonino Morici e Rachele Sangiuliano, si sono così raccontate con l'ironia che le caratterizza e profondità, partendo dalle passioni che le accomunano fino al modo in cui entrambe hanno imparato a gestire la pressione e trasformare gli ostacoli in occasioni di crescita.
La corsa è musica Nella foto: Nadia Battocletti [ Michele Lotti - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Per Nadia Battocletti, protagonista di una stagione straordinaria, il futuro è già tracciato. “Ora - ha spiegato davanti a un Auditorium gremito - gli occhi sono puntati sui giochi olimpici di Los Angeles 2020, e solo esclusivamente su pista. Ma tra qualche anno, dopo il 2030, mi piacerebbe puntare a una maratona. Devo dire che il mezzofondo è molto vario, quando avrò fatto e sperimentato tutto, in allenamento e in gara, sentirò che è arrivato il momento di cambiare”.

Nel percorso della giovane atleta verso la vetta anche gli infortuni hanno finito per assumere un significato diverso. “Sono un errore nell’allenamento - ha chiarito - ma se capisci dove hai sbagliato, allora cresci”. È una lezione imparata sulla propria pelle, anche in occasione delle Olimpiadi di Parigi, quando era arrivata in difficoltà ai diecimila metri. “Ci sono i bassi - ha aggiunto - che accetti perché poi ci sono gli alti. Devi essere abbastanza forte per fare dei momenti brutti il tuo trampolino”.

Nel corso dell'evento ha poi spiegato anche il rapporto con le altre atlete, con cui la rivalità dura il tempo della gara. “All’inizio al massimo c’è uno sguardo, poi ci sono gli abbracci e possiamo chiacchierare”, ha chiarito.

Un modo di affrontare le difficoltà che trova una sorprendente corrispondenza nelle parole di Malika Ayane, arrivata alla corsa dopo un percorso completamente diverso ma che l'ha portata a correre la maratona di New York, definita "la conquista più sentita di tutta la mia vita”. Avrebbe dovuto correrla nel 2024, ma un infortunio l’ha costretta a rimandare: da lì la decisione di preparare New York 2025, affrontando la distanza anche come una sfida personale. “La corsa - ha raccontato, spiegando quanto sia importante imparare a governare la componente emotiva - ti obbliga a trattarti bene. A un certo punto l'emozione la devi controllare, non devi permettere che ci sia un pensiero intrusivo che ti blocchi dal fare qualcosa per cui ti sei preparato”. In questo senso, lo yoga integrale è diventato per lei uno strumento per lavorare sul corpo e sui dolori.

E la musica, naturalmente, non poteva che entrare nel racconto, a partire da Sanremo, esperienza che Ayane ha descritto con lo stesso approccio con cui un’atleta affronta una gara. “La mia prima volta - ha ricordato - sapevo che potevo anche volare dalle scale ma dovevo cantare bene. Quest'anno, invece, una maggiore sicurezza nella voce mi ha permesso di vivere il palco anche con la voglia di divertirsi".

In conclusione del panel, un gioco sulla musica, che ha portato la cantante e all'atleta ad approfondire alcuni aspetti del proprio carattere e a duettare assieme sulle note di "Senza fare sul serio".

(lb)


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