Sabato, 03 Ottobre 2026 - 20:02 Comunicato 2927

Tutte le emozioni di Chiara Pellacani

La vita di Chiara attraverso le emozioni provate nei momenti importanti. Chiara Pellacani si è raccontata al pubblico nel panel “Stasera mi tuffo” del Festival dello sport di Trento. La ventiquattrenne tuffatrice romana, da qualche anno di casa negli States e vincitrice di ben 5 ori in cinque gare agli ultimi Campionati Europei di Parigi giusto due mesi fa, tra un allenamento e l’altro ha trovato il tempo di ottenere la laurea in psicologia. Un traguardo che ha suggerito un’intervista originale, basata proprio sulle cinque emozioni di base, portate in vita nel film d’animazione “Inside out”.
Stasera mi tuffo Nella foto: Chiara Pellacani. [ Alessandro Eccel - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Accolta dal lungo applauso della Sala della Filarmonica, Chiara ha rivelato che la sua carriera è iniziata da molto piccola, quando saltava dal divano e si arrampicava sulla libreria di casa. “Ero piuttosto vivace – ammette Chiara – anche se in realtà tutto è iniziato da un centro estivo durante le scuole elementari. Lì ho provato questo sport sino ad allora completamente sconosciuto. Mi è piaciuto, mi sono appassionata. In seguito, all’età di 13-14 anni, ho debuttato nella nazionale giovanile e subito in quella assoluta. Ero la più piccola del gruppo e proprio allora ho realizzato che lo sport avrebbe potuto essere il mio futuro”.

Poi spazio alle emozioni a partire dalla gioia, accostata alle cinque medaglie d’oro di Parigi: “La sfida era quella di vincere cinque medaglie, poi con l’allenatore abbiamo pensato che avremmo potuto alzare ancora l’asticella e vincere tutte le gare”. La tristezza è legata al suo ultimo tuffo nel sincro 3 metri ai Giochi di Tokyo, che ha relegato Chiara dal terzo al settimo posto: “Una delusione grande, che però mi ha insegnato tanto per il futuro. Un frangente che mi ha insegnato a reagire e a conoscermi ancora meglio. Anche la laurea in psicologia è stata una grande gioia, quasi uguale a quella delle medaglie”. La rabbia è quella dei due quarti posti alle ultime Olimpiadi: “C’è stata sicuramente molta rabbia, penso sia normale arrivando a un passo dalla medaglia – ha proseguito -. Ero arrivata a Parigi con l’obiettivo di salire sul podio almeno una volta, ma col passare dei giorni questo obiettivo era diventato un’ossessione. Ora sto imparando a vivere appieno le esperienze che pochi atleti possono fare e condividerle con gli altri”.

Il disgusto ha portato Chiara a trascorrere un periodo lontano dalle piscine: “Dopo le Olimpiadi di Parigi sono ripartita per gli Stati Uniti e mi sono accorta di aver bisogno di una pausa. Era da troppo tempo che non mi fermavo e non prendevo un po’ di tempo per me e per la mia famiglia. Non ne volevo più sapere della piscina e volevo solo vivere un periodo come una ragazza normale, non da atleta professionista. Ho anche provato lo spinning che mi è piaciuto molto”. La paura l'ha provata nel passaggio dalla vita di casa a quella negli Stati Uniti: “Avevo 19 anni – ha concluso Chiara – e dopo le Olimpiadi di Tokyo a dicembre sono partita alla volta degli States. Avevo tantissima voglia di partire ma ricordo ancora tutte le ore del volo che ho effettuato completamente da sola verso Atlanta. Avevo ogni sorta di dubbio e di paura che si potesse immaginare. Ho avuto la fortuna di trovare nelle compagne e negli amici persone bellissime che mi hanno accolto e fatto passare i miei timori”.

(pt)


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