"È stato un anno difficile, anche alle Olimpiadi. Non mi sarei aspettata di tornare con due medaglie d’oro. Nelle condizioni in cui ero mi sembrava altamente improbabile, se non impossibile. Sono ancora sorpresa anch’io”, ha detto. E ancora: "Se ero lì è perché sapevo di saper sciare a un certo livello. I miei demoni di quei giorni non erano i risultati, ma combattere contro il mio fisico. Ci vuole tanto tempo per ritrovare la fiducia, anche nell'appoggiarsi sulla gamba dell’incidente”.
Sul palco del Festival è tornata anche l’immagine della vittoria, con le avversarie che rendono omaggio all’azzurra a fondo pista, inginocchiandosi davanti a lei. Una foto simbolica, così come lo è stato il momento in cui Brignone ha portato il tricolore durante la cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici. “Ho lavorato sul fare cose che il mio corpo e la mia mente non volevano fare - ha chiosato. - E sto ancora lavorando". Ma la motivazione non manca: "Mi piace fare quello che faccio, mi piace fare l’atleta, mi piace l’adrenalina che ho provato in questi ultimi due anni. Quello che ho raggiunto è quello che ho inseguito tutta la carriera. Fare questo sport per me è una cosa bellissima e un privilegio”, ha asserito.
Il festival rosa è stato anche l'occasione anche per presentare il nuovo marchio ufficiale dell'atleta, un'interpretazione artistica della tigre. Un simbolo che, a suo dire, vuole diventare un "invito a trovare dentro di sé il coraggio necessario per affrontare le sfide e i momenti difficili".




