“Sono stato il primo numero uno della classifica quando è stato introdotto il ranking computerizzato, prima di allora erano i giornalisti che decidevano chi fosse il più forte. È vero, nel 1973 mi sentivo invincibile”. Era il 23 agosto 1973 e Ilie Năstase era sulla vetta del tennis mondiale. Nativo di Bucarest, Ilie ebbe la la fortuna di nascere vicino ad un circolo di tennis: “Non solo mi piaceva giocare a tennis, ma lo amavo. Ai giovani dico, non basta farselo piacere, questo sport lo devi amare”.
Una carriera straordinaria, esplosa nel 1972 quando conquistò 12 titoli, vincendo il suo primo Slam con gli US Open. Il 1973 non fu da meno: 16 trofei, tra cui il trionfo al Roland Garros e agli Internazionali d’Italia. Mille vittorie, ma anche qualche rimpianto, forse, se si pensa a quelle finali mancate di Wimbledon (1972 e 1976): “In verità ricordo quelle partite tra quelle in cui ho giocato meglio!”.
Ilie Năstase, un tennista completo, un talento polivalente: “Giocavo sempre singolo, doppio e doppio misto e questo è stata la chiave delle mie numerose vittorie”. Voglia di giocare, ma soprattutto amore per il gioco del tennis.
I suoi sono numeri pazzeschi, protagonista assoluto di anni straordinari e di una generazione che ha sdoganato il gioco del tennis. Di questo mondo, oltre che campione è diventato anche super star. L’esilarante campione ha raccontato numerosi aneddoti che lo legano ai grandi del tennis di quel tempo, alcuni sono stati suoi partners nel doppio, altri, avversari eccezionali, Borg, McEnroe, Connors, per citare solo i più forti. Un atteggiamento, il suo, spesso “sopra le righe” che lo ha consacrato personaggio del tennis oltre il talento. Eccessi, provocazioni, commenti e anche molte multe: quel “fuori dagli schemi” - e il tennis ne ha sempre avuti tanti - che contribuisce a rendere indimenticabile il personaggio oltre il campione.
Con l’Italia, Ilie Năstase ha sempre avuto un legame particolarmente stretto: “L’Italia è stata importante per me, con la mia assidua partecipazione ai numerosi tornei, salivo rapidamente nel mio ranking”. Un legame significativo anche con i campioni italiani, soprattutto con Nicola Pietrangeli, Paolo Bertolucci e Adriano Panatta, una rivalità sul campo, ma anche una grande amicizia fuori.
Sul tennis di oggi, la leggenda non si sbilancia: “Mi piace molto seguirlo ma i tempi sono tanto cambiati ed è impossibile fare paragoni di alcun tipo”. Năstase non ha mancato però un accenno di stima verso il numero uno di oggi: “Jannik Sinner è un giocatore eccezionale, soprattutto per il suo ritmo a fondo campo, un grande servizio e pochissimi errori”.




