Per «Il ragazzo del futuro» Lucas Pinheiro Braathen, come è stato presentato dagli organizzatori de «Il Festival dello Sport di Trento» nell’incontro alla Filarmonica, il Trentino ha un significato speciale nella sua vita sportiva. Nel dicembre 2018 vinse la sua prima gara di slalom gigante di Coppa Europa ad Andalo e pochi mesi dopo nel febbraio 2019 ottenne due medaglie (argento in superG e bronzo nella combinata) ai mondiali juniores della Val di Fassa, ma pure due quarti posti nella 3Tre di Madonna di Campiglio.
Poi è partita l’esplosione di talento, estro e imprevedibilità, una carriera per ora culminata con la medaglia d’oro in gigante a Milano-Cortina 2026, oltre che la coppetta di slalom speciale nel 2023 e quella di slalom gigante nel 2026, una stagione superlativa dove ha concluso pure al secondo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo. Il suo report sentenzia per il momento 8 vittorie e 25 podi in Coppa del Mondo.
La sua prima vittoria in Coppa del Mondo è del 2020 a Soelden, a soli 20 anni. Ha portato una nuova energia nel Circo Bianco, sicuramente per il suo modo di essere elettrizzante, eccentrico, pure da performer, dato dal suo dna, dal sangue per metà norvegese (papà) e per metà brasiliano (mamma). Un atleta che per gareggiare ed esprimersi al meglio ha bisogno di sorridere. «Per questo motivo – ha raccontato il fuoriclasse – a seguito di disaccordi con la federazione norvegese il 27 ottobre 2023 prima del classico opening di Coppa del Mondo annunciai la volontà i ritirarmi dalle competizioni. Era il momento di prendermi del tempo e di ritrovare il sorriso. Ho resettato tutto e nel marzo 2024 ho deciso di ripartire con i colori del Brasile».
E Braathen ha portato in Brasile il primo oro, la prima medaglia olimpica degli sport invernali. A Rio de Janeiro, ma in tutto il Paese, c’è stata un’esplosione di gioia. Lo sventolio della bandiera verde oro, ma pure dell’inno nazionale nel parterre di Bormio è stato qualcosa di incredibile. E il Festival dello Sport di Trento ha voluto regalare un momento emozionante allo stesso Braathen, con le note dello stesso inno suonate dall’organo della Filarmonica.
A metà incontro è poi arrivato un video messaggio del suo amico del cuore Atle Lie McGrath, altro talento dello sci norvegese, che gli ha ricordato un episodio particolare della loro gioventù: «Quella volta l’avevamo combinata grossa. Dopo un allenamento in ghiacciaio abbiamo aperto la leva di un idrante ed è iniziata ad uscire acqua in tutto il parcheggio. Nel tentativo di chiudere il flusso abbiamo poi staccato l’idrante dalla sede e sono iniziate ad uscire pure le acque nere di un hotel. Io e Atle abbiamo provato a fare qualcosa e poi ci siamo dati alla fuga».
E poi è arrivata anche la clip del calciatore brasiliano Alexandre Pato, ospite pure lui al Festival, il quale gli ha fatto i complimenti e fissato un incontro nel tardo pomeriggio per conoscersi finalmente di persona dopo tanti messaggi e videochiamate.




