Giovedì, 01 Ottobre 2026 - 21:30 Comunicato 2858

Yeman Crippa e la maratona perfetta

Si è raccontato a cuore aperto Yeman Crippa – campione delle Fiamme Oro e fresco vincitore della Maratona di Parigi 2026 al Festival dello sport di Trento, in una sala Filarmonica gremita di appassionati della corsa che non ha fatto mancare il suo calore all'atleta, atteso protagonista alla Maratona di New York del prossimo 1° novembre. Dall'agonismo ai massimi livelli mondiali al valore della corsa come passione e stile di vita, l'incontro ha offerto spunti sul passato, presente e futuro del fondista azzurro assieme ai giornalisti de La Gazzetta dello Sport, Luca Castaldini e Beatrice Balbinot.
Assente Linus, perché operato da poco per un epitelioma, come lui stesso ha fatto sapere, dispiaciuto, in un affettuoso videomessaggio. Il noto direttore artistico di Radio Deejay, da anni punto di riferimento del movimento dei runner amatoriali italiani, ha quindi scherzosamente salutato Yeman con un "Se arrivi prima di me a New York è perché non mi posso allenare".
Una maratona per due Nella foto:Yeman Crippa [ Alessandro Holneider - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Ma quali erano i sogni del piccolo Yeman quando ancora non era arrivato in Italia accolto con i suoi fratelli e cugini dal'amore di papà Roberto e mamma Luisa? Di fronte a una foto di gruppo, dopo aver ricordato gli anni dell'orfanotrofio dove giocava "tutto il giorno" con gli altri bambini, Yeman passa in rassegna indole e carattere di ogni componente, facendo conoscere un po' più da vicino la sua grande famiglia. "Da piccolino volevo fare il calciatore, mio padre veniva dal mondo amatoriale, quello che mi ha fatto decidere per l’atletica sono i miei piedi che non hanno seguito la mia passione preferita", ha detto ricordando i suoi inizi con la corsa campestre.

Poi il colloquio si fa sempre più personale, dalla scelta della pettinatura al cibo preferito - "Apprezzo la birra" - fino al suo stile particolare di esultanza di fronte alla vittoria, che ricorda uno dei campioni che stima di più, Ronaldo. "Lo stimo molto come sportivo, come anche Messi e tutti quelli che riescono a essere sempre dei campioni. Mi chiedo spesso come fanno, secondo me nascono così, per loro non c’è nessuna rinuncia e se non fanno quello non stanno bene; anche io se non corro per quindici giorni sto male". Quindi il rapporto con il cronometro, la tecnologia delle calzature sempre più raffinata, la preparazione meticolosa e lo studio al tapis roulant "per migliorare e ritagliare pochi secondi", la colazione salutare con fette biscottate e marmellata e l'importanza della concentrazione durante una gara. Ora la competizione al centro dei suoi pensieri però è la maratona. "Quando al 30esimo, 35esimo chilometro ti ritrovi da solo, tutti sono stanchi, la differenza la fa la testa, il coraggio, la determinazione - ha messo in chiaro Crippa -  In tutta la gara devi pensare solo a te stesso e non pensare se gli altri sono stanchi. I conti si fanno solo alla linea di arrivo".

"I primi 20 chilometri non vanno sprecate energie, senti il tuo fiato, conti i tuoi passi e quelli dell’avversario, con la testa sempre lì nella gara". E ancora: "La maratona è la mia distanza, sono focalizzato su questo. New York è la maratona delle maratone, mi piacerebbe arrivare in volata e staccare tutti prima, arrivando a tagliare il traguardo con le braccia aperte. L’obiettivo per New York è avere il sogno di vincere, perché non è impossibile, anche se è più realistico pensare di arrivare tra primi dieci. L'importante è giocare tutte le carte e dare tutto me stesso, allora potrò essere fiero".

(sil.me)


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