"AquilaLab - ha detto Komatz - è un grande contenitore all’interno del quale mettiamo tutto quello che cerchiamo di fare per la comunità e con la comunità. Noi crediamo fortemente nel fatto che lo sport sia un motore di inclusione sociale di coesione e di costruzione di un mondo più equo".
"Noi diamo una mano alle diverse situazioni - ha detto capitan Forray - e ci fa sempre un grandissimo piacere. Queste attività servono anche per legare i nuovi giocatori al territorio".
Jordan Bayehe ha ricordato la visita ad un centro di accoglienza per giovani mamme. "C'erano anche alcune ragazze - ha detto - del mio Paese. Dunque abbiamo potuto parlare anche in francese. Mi ha fatto molto piacere che i giocatori facciano visita anche a questo tipo di realtà. Io sono diventato papà a vent’anni, dunque posso capire una donna che diventa madre giovane".
Komatz ha poi raccontato l'attività in carcere. "E' stato un percorso lungo, non è semplice entrare all’interno delle carceri, per vari motivi, ma è un'esperienza che ti arricchisce. Ringrazio la Società che ci dà sostegno e la spinta nel proseguire in questa preziosa attività".




