La degustazione ha preso il via con un Trentodoc dell’azienda Die Felsen, nata – come ha spiegato Luciano Rappo – dal sogno di tre amici con esperienze, ruoli e storie diverse. Insieme a lui in questa avventura, infatti, l’enologo Gianni Gasperi e Massimo Benetello. Il nome, Felsen, significa roccia, ed è un omaggio alla Val di Cembra, territorio da cui vengono selezionate le basi spumante. E l’obiettivo è rispettare l’identità di questo paesaggio dove la vite sfida la roccia.
A seguire, la presentazione di Ert1050, progetto nato nel 2022 che, come ha detto l’enologo Pietro Margotti, fin dal nome omaggia la montagna e richiama l’altitudine del vigneto più alto della cantina, a quota 1.050 metri sull'Altopiano di Brentonico, dove incidono esposizioni fredde, escursioni termiche marcate, vento, luce e silenzio.
Il viaggio enologico ha condotto il pubblico a Civezzano, dove sorge la nuova Moncalisse, delle sorelle Walch. Una sfida - ha spiegato Karoline - iniziata dieci anni fa quando insieme alla sorella Julia si sono innamorate di questo territorio alle pendici del Calisio, a 600 metri di altitudine, con una notevole escursione termica e una grande complessità geologica.
E poi ancora Rechof, nel comune di San Michele all’Adige. Una storia familiare, come ha evidenziato Andrea Recchia, nata nel 2021 dalla volontà di trasformare una passione per la coltivazione della vite e la spumantizzazione in una realtà di impresa.
Infine, si è fatto tappa ai confini meridionali del Trentino, con Roeno, presentato da Martina Centa – terza generazione – che ha ricordato anche il ruolo del terreno calcareo per ottenere acidità e freschezza in un progetto orientato a Trentodoc di lungo affinamento.
Il Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trentodoc e Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera.
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