È fondamentale parlare un linguaggio più semplice e comprensibile. Abbandonare i tecnicismi e abbracciare l’emozione è la posizione che tutti e tre i relatori condividono. Per innamorarsi di un abito, spiega Boscaini, non serve conoscerne nel dettaglio tutte le fasi produttive: lo stesso può essere per un vino.
Concorda Gualdoni, che porta in dote la sua esperienza in grandi ristoranti in Italia e all’estero. Bisogna saper leggere il tavolo e adeguare il linguaggio e il livello di approfondimento in base a chi si ha davanti affinché nessuno si senta in difetto e possa così allontanarsi da questo mondo. E lavorare, soprattutto all’estero, sulla mescita, per offrire una proposta ampia e diversificata che incontri le esigenze di tutti.
Se una volta il consumo era quotidiano, aggiunge Martina Centa, oggi è più occasionale. Si beve meno ma si beve meglio e spesso in questo gesto si ricerca convivialità. I giovani ci sono e si possono intercettare. Sono esploratori e curiosi e cercano autenticità. Nella nostra cantina, per esempio, la media dei visitatori è tra i 28 e i 32 anni, attirati dalle esperienze trasversali che proponiamo.
E in tema di preferenze, tutti concordano sul fatto che i giovani cercano sempre più freschezza, leggerezza e immediatezza, anche nella scelta di piatti più snelli. Un contesto in cui le bollicine si inseriscono molto bene, come dimostrano i dati.
Centa, vicepresidente Agivi, spiega come l’associazione di giovani imprenditori vinicoli italiani abbia presentato un nuovo manifesto “Let’s make wine sexy again” proprio per rendere il vino nuovamente desiderabile nei giovani, anche attraverso l’organizzazione di eventi coinvolgenti nelle diverse regioni italiane e occasioni di networking e scambio tra i soci. "Importante, ovviamente, anche la comunicazione, tradizionale e social, che deve però andare di pari passo con la distribuzione del prodotto, e la scelta del packaging, primo biglietto da visita di un prodotto, che può essere studiato per strizzare l’occhio alle nuove generazioni".
Il Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trentodoc e Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera.
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