Venerdì, 07 Agosto 2026 - 11:55 Comunicato 2316

Dalla resilienza alla valorizzazione della filiera legno e del presidio montano: approvato dalla Giunta il documento di indirizzo strategico.
Boschi e territori montani: approvate le nuove Linee Guida Forestali per il Trentino

Garantire la sicurezza del territorio, rafforzare la resilienza del patrimonio boschivo e sostenere con determinazione la filiera foresta-legno e l'alpeggio dopo le ferite impartite dalla tempesta Vaia e dal bostrico. È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla giunta provinciale su proposta dell'assessore alle foreste Roberto Failoni. Il documento aggiorna gli indirizzi strategici previsti per la gestione del patrimonio forestale e montano trentino, garantendo una perfetta integrazione con il Documento di Economia e Finanza Provinciale 2026-2028, le politiche climatiche di "Trentino Clima" e le più recenti direttive europee e nazionali sulla biodiversità e sul ripristino della natura.
“Vogliamo dare una risposta concreta ed organica alle sfide complesse che attendono i nostri boschi e le nostre comunità di montagna - ha detto l’assessore Failoni - l’esperienza di Vaia e la diffusione del bostrico ci hanno insegnato che servono flessibilità, prevenzione e una visione strategica unica. Vogliamo tutelare la sicurezza idrogeologica, valorizzare la nostra filiera del legno e supportare chi vive e lavora in montagna, a partire dagli alpeggi”.

Primiero [ Archivio Ufficio Stampa]

Sette aree obiettivo per il futuro della montagna trentina

Le Linee Guida non rappresentano un semplice catalogo di buone intenzioni, ma uno strumento integrato e dinamico per orientare l'azione amministrativa e operativa dell'Ente pubblico. Il piano articola le proprie priorità strategiche attorno a sette ambiti fondamentali, a partire dalla promozione della cultura del territorio e dalla gestione attiva dei territori aperti, orientata a prevenire sia il degrado legato all'abbandono sia i rischi derivanti dal sovrasfruttamento. Parallelamente, il documento pone al centro la mitigazione dei rischi naturali, con interventi mirati contro il dissesto idrogeologico e gli incendi boschivi, ritenuti indispensabili per evitare lo spopolamento delle valli più periferiche.

In questo quadro, la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e la salvaguardia della biodiversità diventano i pilastri per una tutela del patrimonio naturale proiettata nel lungo periodo. Il piano attribuisce inoltre un valore centrale al riconoscimento dei servizi socio-economici erogati dai pascoli e dai boschi trentini, affiancando a questi interventi prioritari il sostegno diretto alla filiera foresta-legno, chiamata ad affrontare una complessa fase di riorganizzazione produttiva nel post-Vaia e post-bostrico.

Attenzione al territorio, all'alpeggio e ai bilanci dei Comuni

Il testo adottato dalla Giunta accoglie e integra le osservazioni elaborate dal Consiglio delle Autonomie Locali. Tra i punti qualificanti dell'intesa vi è il pieno riconoscimento del ruolo dell'alpeggio e della monticazione quali presidi fondamentali contro il degrado montano, unito allo sviluppo del mercato dei crediti di carbonio in stretta sinergia con il Consorzio dei Comuni Trentini.

Allo stesso tempo, il documento recepisce le preoccupazioni economiche del territorio, prevedendo incentivi e strumenti per la riconversione delle imprese boschive chiamate ad adattarsi al fisiologico calo della ripresa legnosa. Viene inoltre riconosciuto l'impatto finanziario che la contrazione del patrimonio boschivo genererà sulle casse dei Comuni montani, fissando l'impegno istituzionale ad affrontare questa criticità nell'ambito dei prossimi protocolli di Finanza Locale. 

(dc)


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