Mercoledì, 11 Marzo 2026 - 16:44 Comunicato 615

Il convegno con il sottosegretario Bergamotto, l’assessore Gerosa, la Camera di Commercio e la Commissione pari opportunità
Imprese, cresce la leadership femminile

Cresce la leadership femminile nel mondo economico e imprenditoriale trentino. Se è vero che oggi in Trentino le donne rappresentano ancora meno di un terzo delle persone che ricoprono cariche aziendali – il 25,5% del totale, un dato pressoché stabile negli ultimi dieci anni – si osserva tuttavia un progressivo cambiamento nella distribuzione dei ruoli ricoperti. Su 19.514 imprenditrici attive nelle cariche sociali aumentano le titolari di aziende (+134) e soprattutto le amministratrici (+365). Un segnale positivo, che evidenzia il rafforzamento della presenza femminile nei ruoli di guida e con maggiore responsabilità gestionale e decisionale. Questa la fotografia emersa durante l’evento “Le imprese femminili a 80 anni dal voto delle donne”, promosso dall’ente dalla Camera di Commercio, in collaborazione con l’assessorato provinciale alle Pari opportunità. All’incontro erano presenti la sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Fausta Bergamotto, l’assessore provinciale alle pari opportunità Francesca Gerosa, il presidente della Camera di Commercio di Trento Andrea De Zordo, la presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità Marilena Guerra. Al dibattito hanno partecipato inoltre Mara Rinner, vicepresidente CPO, e Maria Cristina Giovannini, vicepresidente della Camera di Commercio e componente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile. In sala anche i consiglieri provinciali Eleonora Angeli e Daniele Biada e rappresentanti del mondo economico, istituzionale e associativo.
Assessore - Gerosa le imprese femminili a 80 anni dal voto delle donne [ Veneri - Archivio Ufficio Stampa PAT]

“Sul tema dell’imprenditoria femminile - così il sottosegretario Fausta Bergamotto - il Trentino si dimostra un territorio dinamico, in controtendenza rispetto al contesto nazionale, ma certamente su questo aspetto si può fare ancora molto, a tutti i livelli. Ottant’anni fa le donne hanno votato per la prima volta, un atto di democrazia molto importante, ma noi oggi abbiamo ancora il dovere di portare avanti questa emancipazione. Le donne hanno talento, determinazione e capacità imprenditoriali, fattori che non devono trovare ostacoli. Ecco perché come Ministero delle Imprese e del Made in Italy negli ultimi tre anni abbiamo sostenuto e incentivato più di 5.500 imprese a guida femminile e vogliamo continuare nella stessa direzione, per favorire sempre più questa genialità femminile”. L’obiettivo, sottolinea Bergamotto, è creare un contesto in cui non si debba più mettere in discussione la possibilità di avere una famiglia, essere madri e allo stesso tempo dedicarsi alla propria professione: “Non deve più essere un’alternativa, ma una realtà in cui tutte queste esigenze si possono conciliare al meglio”.

“Quando pensiamo all’imprenditoria femminile – sottolinea l’assessore provinciale alle pari opportunità Francesca Gerosa – non possiamo limitarci alle attività che riguardano in senso stretto i mondi produttivi ed economici, ma dobbiamo guardare anche agli investimenti che sostengono la conciliazione, affinché le donne non siano costrette a scegliere tra essere imprenditrici, professioniste, lavoratrici e mamme. Crediamo che all’interno delle famiglie tutti, quindi donne e uomini, debbano avere la possibilità di costruire il proprio progetto di vita”. 
Come evidenzia l’assessore, l’imprenditoria femminile sul nostro territorio registra comunque dei valori importanti, a significare che le politiche messe in campo sono efficaci. “Questo però - aggiunge - non vuol dire che si debba abbassare la guardia. Ha detto bene il sottosegretario Bergamotto parlando di genialità delle donne: una capacità che permette loro di inventare, reinventare, stando al passo, anzi a volte magari anche un passo avanti”. La sfida per il futuro, conclude Gerosa, è “vedere donne e uomini camminare fianco a fianco, riconoscendo il valore aggiunto che il mondo femminile porta alla crescita della società”.

“Investire sulla diffusione di una cultura libera da preconcetti di genere, fondata sul riconoscimento del merito, delle capacità e della conoscenza, e sulla garanzia di poter accedere a pari opportunità in ambito imprenditoriale, non solo è doveroso, ma anche utile a rendere trasversalmente più solida e robusta la struttura del nostro sistema economico”, le parole di Andrea De Zordo, presidente della Camera di Commercio di Trento.

La presidente della Commissione provinciale pari opportunità Marilena Guerra parla di “un confronto importante, perché ci consente di fare un appunto sullo stato dell’arte dell’imprenditoria femminile”. “Sappiamo - prosegue - quali sono le difficoltà che incontrano le imprenditrici e che in Trentino è stato fatto molto per favorire la leadership e il ruolo femminile nell’economia. Tuttavia c’è ancora strada fare in questo senso e quindi l’impegno è quello della Commissione pari opportunità è quindi sorvegliare e sollecitare: la politica, ad avere più coraggio, e la comunità ad essere sempre più partecipe”.

“Le imprese femminili attive in provincia di Trento sono 8.692, pari al 18,6% del totale - è l’intervento di Maria Cristina Giovannini, vicepresidente della Camera di Commercio di Trento e componente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile -. Si tratta di un andamento in linea con quello delle province del Nord Italia e sostanzialmente stabile negli anni. Dietro questa apparente stabilità emergono tuttavia cambiamenti significativi come l’aumento delle attività scientifiche, tecniche, immobiliari e delle libere professioni, ambiti storicamente caratterizzati da una prevalente partecipazione maschile, e come la rilevante crescita registrata dalle società di capitali guidate da donne, un segnale che evidenzia un’evoluzione strutturale verso forme organizzative più solide e competitive. Bisogna invece lavorare per sostenere un maggiore riconoscimento delle cariche imprenditoriali, alle quali fanno capo precisi poteri di gestione, rischi e responsabilità”,

Gli ulteriori dati elaborati dal Centro studi di Via Calepina, che arricchiscono il quadro del report sulle imprese femminili diffuso nei giorni scorsi, sono stati la base per le analisi e il dibattito. Al 31 dicembre 2025 sono 19.514 donne inserite in cariche sociali aziendali. Le titolari sono 6.088, il 31,2% del totale, le amministratrici 5.414 (27,7%), dunque con un peso maggiore di queste due componenti nel totale, mentre le socie scendono a 6.297 (32,3%).

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(sv)


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