Allarga ulteriormente il quadro Stefano Laffi, ricercatore e formatore di CODICI, secondo il quale tutti oggi attraversiamo momenti in cui non ci sentiamo parte del contesto, non risultiamo conformi (agli standard, alle aspettative, alle richieste) ed siamo esclusi; questo è particolarmente vero, e può generare malessere anche profondo, nella fase dell’adolescenza quando ragazzi e ragazze sono in ricerca e in costruzione delle loro identità. Ecco allora che per il ricercatore l’inclusione diventa un principio universale biografico, che si deve poi declinare in coerenti scelte organizzative, formative e metodologiche.
Muoversi in questa direzione non significa fare tabula rasa dell’esistente, ma partire dall’analisi dello stato dell’arte per capire dove è necessario intervenire; non solo, occorre anche cogliere gli elementi positivi per diffonderli, rendendoli strutturali e di sistema. Ed è proprio questo l’intento delle due successive sessioni della giornata studio.
Le buone pratiche – presentate durante il convegno da Paola Pasqualini (IC Trento 5) ed Erik Gadotti (Istituto Artigianelli), da Sara Turrini del Dipartimento Istruzione e Cultura e da Luca Gaggioli, dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale Bonaccorso da Montemagno – mostrano che cambiare la scuola non solo si deve, ma si può, pensandola come un ecosistema educativo, in cui i contesti diventano plurali (dentro e fuori la scuola) e si moltiplicano le opportunità di sostenere i diritti allo studio e alla formazione di cittadini. Bisogna porre il benessere e la cura di studenti e studentesse alla base di processi di apprendimento personalizzati. Serve coinvolgere tutti gli attori, avere un approccio graduale ma costante, pragmatico ma coerente con una visione di sistema.
Gli stimoli di buone pratiche e progetti di innovazione sono ripresi dalla giornalista Sara Perugini della Federazione Trentina della Cooperazione, moderatrice della tavola rotonda con ospiti Marisa Bampi (responsabile Servizi di conciliazione, prevenzione e referente scuola Progetto 92), Chiara Ghetta (dirigente IC Trento 6), Laura Pojer (responsabile Area Scuola ANFFAS) e Giuseppe Rizza (sovrintendente scolastico della Provincia autonoma di Trento). Al centro del loro dialogo, vi è una riflessione su strategie, contesti, modelli organizzativi e alleanze che servono tra le diverse agenzie educative per poter rendere il passaggio dall’integrazione all’inclusione un elemento di realtà e non più solo un valore ideale.
Nelle conclusioni Francesca Gennai, presidente di Consolida, raccoglie e rilancia desideri e impegni emersi nel dialogo tra mondo della Scuola e Terzo Settore, rivolgendo l’invito all’Assessorato provinciale all’Istruzione e Cultura a costruire insieme un percorso che renda sempre più capace il Trentino di mettere a valore le tante competenze formative ed educative del proprio territorio, diventando un modello anche per altri contesti.




