Domenica, 04 Ottobre 2026 - 17:49 Comunicato 2951

Murada-Anselmet, meglio la Coppa del Mondo o un Oro olimpico?

C’è una scottante domanda che emerge dalla chiacchierata tra Giulia Murada, vincitrice della Coppa del Mondo di skimo (che è tornata a colorarsi di azzurro dopo 16 anni) e Thibault Anselmet, medaglia d’oro olimpica nello sci alpinismo e medaglia di bronzo nella gara sprint maschile a Milano-Cortina: “Scambieresti un titolo per l’altro?”. Nonostante l’enorme traguardo raggiunto con l’ammissione dello skimo alle Olimpiadi, per la prima volta nella storia dei Giochi invernali, dall’Italia alla Francia, la risposta resta unanime: “La Coppa del Mondo rappresenta la polivalenza di uno sport invernale come il nostro, è il sogno con cui siamo cresciuti e ciò che ci spinge a continuare in questa disciplina” – hanno con cordato i due atleti. “Per me, in questa particolare stagione ha anche significato riuscire a superare la delusione olimpica” – ha poi aggiunto Murada. “È diventata quasi un “simbolo” di ritrovata serenità e uno stimolo a proseguire per il futuro”.
Nell'olimpo dello Skimo Nella foto: Giulia Murada, Thibault Anselmet [ Nicola Eccher - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Ma le similitudini di attitudine e di storia tra Giulia Murada e Thibault Anselmet non si concludono qui. “Da piccola odiavo sciare – ha raccontato Murada - “vivo in Valtellina e di conseguenza i miei genitori hanno fatto per me quella che è un po’ una scelta naturale del luogo, iscrivermi ai primi corsi di sci. Ma io odiavo le discese. Le odiavo perché arrivavo sempre ultima. Eppure, crescendo, qualcosa è cambiato: mio papà, sci-alpinista, mi aveva convinta che se fossi andata “al contrario” (quindi in salita, come previsto dallo skimo n.d.r.) mi sarebbe piaciuto di più. Aveva ragione. Anzi, oggi ho scoperto che se mi guadagno la discesa con la fatica, poi non la odio più così tanto”. Stesso percorso, anche se meno fatto di “inimicizie” quello di Anselmet : “Anch’io ho iniziato per via di mio padre. Credo che la nostra fortuna sia stata un po’ essere calati nel contesto, un po’, mi viene da dire, la genetica”.

Ma cos’è cambiato allora dallo skimo dei padri a quello dei figli? In primis la presenza alle Olimpiadi. “Essere la generazione che ha aperto le porte a questa disciplina è un grande privilegio, una grande fortuna. Mio papà non se lo sarebbe mai neanche immaginato, eppure abbiamo avuto questa opportunità. Le Olimpiadi, per me sono state un’emozione su tutta la linea, dall’essere selezionati, alla vittoria delle medaglie. Non è mancata però certo la pressione…”

Una pressione di cui ha parlato anche Giulia, sul palco del Festival: “Per me la combinazione di Olimpiade, debutto dello sci-alpinismo, e Olimpiade in casa è stata devastante. Ho fatto di tutto per prepararmi ma la verità è che purtroppo non sai mai come prepararti per qualcosa che è la prima volta che fai. Di conseguenza non è andata bene: non ho gareggiato come avrei voluto e saputo fare, non ho messo sul campo la mia versione migliore e mi è dispiaciuto tantissimo”.

Però lo sguardo sul futuro – anche grazie alla Coppa del Mondo di cui si diceva sopra – resta positivo e grintoso: “L’obiettivo, visto che i francesi hanno ottenuto in totale 3 medaglie nei Giochi italiani, è prenderne di più alle prossime in Francia” – ha concluso.

(kd)


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