Mercoledì, 06 Maggio 2026 - 18:37 Comunicato 1230

Tra arte e tradizione: al METS per scoprire come i giocattoli di legno raccontano la vita e i sogni delle comunità alpine
"L’officina dei giocattoli. Storie e sogni di legno dalla montagna"

Venerdì 8 maggio alle ore 17.30 il METS – Museo etnografico trentino San Michele inaugura la mostra “L’officina dei giocattoli. Storie e sogni di legno dalla montagna”, un’esposizione che invita a scoprire il giocattolo di legno non solo come oggetto di gioco, ma come prezioso patrimonio storico, sociale ed etnografico, capace di raccontare in maniera avvolgente la vita quotidiana delle comunità alpine tra XIX e XX secolo.

La mostra è l’occasione per presentare una parte di una collezione di eccezionale valore, composta da centinaia di giocattoli di legno, intagliati e dipinti artigianalmente, recentemente acquisita dal Museo, che costituisce una testimonianza preziosa, rara e autorevole del gioco nelle diverse classi sociali.

Cosa ci racconta un giocattolo di legno? Che cosa può insegnarci un giocattolo antico? Per comprenderlo, è necessario fare un passo indietro.

La storia dei giocattoli si intreccia con le vicende delle comunità della montagna, che nella realizzazione di questi piccoli capolavori d’intaglio hanno trovato nel legno una risorsa fondamentale. Nei mesi di forzata inattività invernale, quando il lavoro nei campi, nei prati e nei boschi si interrompeva e un’economia di stretta sussistenza imponeva di integrare i redditi assai modesti con altre attività, le famiglie contadine si dedicavano all’intaglio del legno, una materia prima abbondante e facilmente reperibile. In questo contesto, il contadino diventava anche artigiano, sviluppando competenze tecniche e dando prova di una creatività che si esprimevano tanto nella produzione devozionale quanto nella realizzazione di giocattoli.

Particolarmente significativa è la diffusione di questa attività in vallate come la Val Gardena e la Val di Fassa, dove l’arte dell’intaglio raggiunse livelli di eccellenza. L’ideazione e la realizzazione dei giocattoli richiedevano non solo esperienza nella lavorazione del legno, ma anche fantasia e competenze tecniche, necessarie soprattutto per la costruzione di meccanismi semplici, ma efficaci. La produzione coinvolgeva uomini, donne e talvolta anche bambini, delineando un quadro complesso di abilità, necessità e sacrificio, come testimoniano documenti e stampe dell’inizio del XIX secolo.

Accanto alla produzione, un ruolo centrale è svolto anche dal commercio ambulante. Venditori itineranti percorrevano l’Europa portando con sé manufatti locali, contribuendo alla diffusione dei giocattoli ben oltre i confini delle vallate e favorendo il passaggio da una produzione domestica a forme più strutturate di artigianato e infine, talvolta, di manifattura.

Ma il giocattolo non è solo un oggetto di artigianato, poiché rivestiva e, per quanto in forme diverse, riveste tuttora una funzione educativa fondamentale. Attraverso il dono, la famiglia trasmetteva (e spesso imponeva) valori e aspettative, orientando i bambini e le bambine verso il loro futuro nella comunità. Bambole, utensili, attrezzi in miniatura o altari domestici riflettevano una visione del mondo in cui il gioco diventa strumento di formazione e di attribuzione di un preciso ruolo sociale.

“L’officina dei giocattoli” è quindi un percorso che invita a riflettere, riscoprendo un passato non privo di contraddizioni ma ricco di senso, e a riconoscere nel giocattolo un prezioso strumento per comprendere la società di ieri e aprire una riflessione su quella di oggi.

Integra il percorso espositivo una zona ludica, pensata “a misura di bambini e famiglie”, nella quale sarà possibile cimentarsi nell’esperienza del gioco in maniera libera e spontanea.

La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2026.

(AnnS)


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