Domenica, 27 Settembre 2026 - 16:02 Comunicato 2791

Il Festival celebra i nuovi arrivati nella famiglia Trentodoc

Ert 1050, Felsen, Moncalisse, Rechof, Roeno: cinque nuovi ingressi che portano il totale delle cantine associate all’Istituto Trentodoc a quota 74. Realtà diverse per territorio, storia e scelte produttive, presentate a Palazzo Ocse da Ilaria Lorini, miglior sommelier Ais 2025 e Stefano Berzi, miglior sommelier Ais 2021. A dare loro il benvenuto è stata Sabrina Schench, direttrice dell'Istituto Trentodoc, che ha sottolineato con emozione il valore di dedicare un appuntamento alle ultime case spumantistiche che hanno deciso di aderire alla "famiglia" Trentodoc. Una scelta che rappresenta un segnale importante di fiducia e motivo di orgoglio.
NUOVE FIRME, UN'UNICA IDENTITÀ: BENVENUTI IN TRENTODOC Nella foto: Sabrina Schench; Luciano Rappo; Martina Centa; Karoline Walch; spumantista Ert1050; Andrea Recchia [ Monica Condini - Archivio Ufficio Stampa Pat]

La degustazione ha preso il via con un Trentodoc dell’azienda Die Felsen, nata – come ha spiegato Luciano Rappo – dal sogno di tre amici con esperienze, ruoli e storie diverse. Insieme a lui in questa avventura, infatti, l’enologo Gianni Gasperi e Massimo Benetello. Il nome, Felsen, significa roccia, ed è un omaggio alla Val di Cembra, territorio da cui vengono selezionate le basi spumante. E l’obiettivo è rispettare l’identità di questo paesaggio dove la vite sfida la roccia.
A seguire, la presentazione di Ert1050, progetto nato nel 2022 che, come ha detto l’enologo Pietro Margotti, fin dal nome omaggia la montagna e richiama l’altitudine del vigneto più alto della cantina, a quota 1.050 metri sull'Altopiano di Brentonico, dove incidono esposizioni fredde, escursioni termiche marcate, vento, luce e silenzio.
Il viaggio enologico ha condotto il pubblico a Civezzano, dove sorge la nuova Moncalisse, delle sorelle Walch. Una sfida - ha spiegato Karoline - iniziata dieci anni fa quando insieme alla sorella Julia si sono innamorate di questo territorio alle pendici del Calisio, a 600 metri di altitudine, con una notevole escursione termica e una grande complessità geologica.
E poi ancora Rechof, nel comune di San Michele all’Adige. Una storia familiare, come ha evidenziato Andrea Recchia, nata nel 2021 dalla volontà di trasformare una passione per la coltivazione della vite e la spumantizzazione in una realtà di impresa.
Infine, si è fatto tappa ai confini meridionali del Trentino, con Roeno, presentato da Martina Centa – terza generazione – che ha ricordato anche il ruolo del terreno calcareo per ottenere acidità e freschezza in un progetto orientato a Trentodoc di lungo affinamento.

Il Trentodoc Festival è promosso dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato da Istituto Trentodoc e Trentino Marketing, in collaborazione con Corriere della Sera.

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(sc)


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